
Nel suo bollettino settimanale sull’immigrazione del 21 maggio 2026, Crown World Mobility ha segnalato una significativa riforma del regime Overseas Citizen of India (OCI), citando una circolare del Ministero degli Interni indiano. Con effetto immediato, i cittadini stranieri idonei allo status OCI non dovranno più completare un soggiorno continuo di sei mesi in India prima di fare domanda. I richiedenti in possesso di un visto indiano a lungo termine potranno richiedere l’OCI all’arrivo tramite l’Ufficio regionale per la registrazione degli stranieri (FRRO) competente per territorio.
La riforma mira a velocizzare l’inserimento di dirigenti stranieri, indiani di ritorno e i loro familiari a carico. Le aziende potranno ora impiegare talenti senza i tempi morti che in passato costringevano i professionisti a rimanere in sospeso per sei mesi prima di beneficiare dei privilegi di un visto a ingressi multipli e a vita.
Altre novità includono l’obbligo di aggiornare il passaporto entro tre mesi dal rinnovo (con una sanzione di 25 USD in caso di mancato adempimento), l’estensione dell’idoneità per discendenza ai Tamil dello Sri Lanka fino alla sesta generazione, e l’integrazione biometrica che promette un passaggio più rapido ai varchi elettronici nei sei aeroporti indiani più trafficati.
Per le multinazionali con hub di talenti intra-Asia, le nuove regole riducono i tempi di preparazione delle missioni fino a 24 settimane e abbassano i costi di trasferimento legati ai visti temporanei. Tuttavia, i responsabili della mobilità globale dovranno aggiornare le checklist di conformità: gli assegnati devono registrare tempestivamente i nuovi dati del passaporto per evitare multe che, seppur contenute, potrebbero complicare future pratiche.
I consulenti per l’immigrazione prevedono un aumento delle richieste OCI all’arrivo e invitano gli FRRO a potenziare sportelli e sistemi di prenotazione digitale per evitare rallentamenti. Si prevede inoltre che le aziende rivedano le politiche di parità fiscale, dato che i ritardi precedenti spesso costringevano gli espatriati a una residenza fiscale non voluta.
La riforma mira a velocizzare l’inserimento di dirigenti stranieri, indiani di ritorno e i loro familiari a carico. Le aziende potranno ora impiegare talenti senza i tempi morti che in passato costringevano i professionisti a rimanere in sospeso per sei mesi prima di beneficiare dei privilegi di un visto a ingressi multipli e a vita.
Altre novità includono l’obbligo di aggiornare il passaporto entro tre mesi dal rinnovo (con una sanzione di 25 USD in caso di mancato adempimento), l’estensione dell’idoneità per discendenza ai Tamil dello Sri Lanka fino alla sesta generazione, e l’integrazione biometrica che promette un passaggio più rapido ai varchi elettronici nei sei aeroporti indiani più trafficati.
Per le multinazionali con hub di talenti intra-Asia, le nuove regole riducono i tempi di preparazione delle missioni fino a 24 settimane e abbassano i costi di trasferimento legati ai visti temporanei. Tuttavia, i responsabili della mobilità globale dovranno aggiornare le checklist di conformità: gli assegnati devono registrare tempestivamente i nuovi dati del passaporto per evitare multe che, seppur contenute, potrebbero complicare future pratiche.
I consulenti per l’immigrazione prevedono un aumento delle richieste OCI all’arrivo e invitano gli FRRO a potenziare sportelli e sistemi di prenotazione digitale per evitare rallentamenti. Si prevede inoltre che le aziende rivedano le politiche di parità fiscale, dato che i ritardi precedenti spesso costringevano gli espatriati a una residenza fiscale non voluta.
Fonte: Crown World Mobility