
Il Belgio si distingue da tempo in Europa per permettere alle coppie internazionali non sposate di costruire una vita insieme senza dover prima convolare a nozze. Un articolo di approfondimento pubblicato da The Brussels Times il 22 maggio 2026 svela i dettagli del “visto per convivenza legale” e le procedure burocratiche che seguono una volta che il partner straniero mette piede sul suolo belga.
A differenza del noto visto per fidanzati di 90 giorni negli Stati Uniti, il sistema belga consente ai partner di arrivare con un visto di breve durata di tipo C (o, più prudentemente, un visto di lungo soggiorno di tipo D), registrarsi presso il comune locale e firmare una dichiarazione di convivenza legale. Questo passaggio dà il via al rilascio della carta arancione (allegato 19 ter) – un permesso di soggiorno temporaneo – mentre le autorità verificano la relazione, effettuano un controllo di polizia sull’indirizzo e valutano il reddito e la copertura assicurativa sanitaria.
Una volta approvata la pratica, il partner straniero riceve una carta F valida per cinque anni, con la possibilità di ottenere una carta permanente F+ dopo cinque anni consecutivi di residenza. Per qualificarsi, entrambi i partner devono generalmente avere almeno 21 anni (18 se hanno già convissuto per un anno) e dimostrare che la relazione è “stabile e duratura” – ad esempio mostrando 12 mesi di convivenza, due anni di contatti documentati con almeno 45 giorni trascorsi insieme, o un figlio in comune.
Dal punto di vista economico, lo sponsor belga deve guadagnare almeno 2.408,79 € netti al mese (110% del salario minimo garantito), con un supplemento del 10% per ogni familiare a carico. È inoltre obbligatorio un casellario giudiziale pulito e un’assicurazione viaggio conforme alle norme Schengen.
Per i responsabili della mobilità e i team dedicati ai talenti globali, questo schema rappresenta un’alternativa interessante alle regole di ricongiungimento familiare basate sul matrimonio in paesi vicini come Germania e Paesi Bassi, che solitamente richiedono un certificato di matrimonio o prove più stringenti della relazione.
Tuttavia, le risorse umane dovrebbero mettere in guardia i dipendenti su alcune difficoltà pratiche: istruzioni incoerenti da parte dei comuni, lunghi tempi di attesa per la carta F definitiva (durante i quali è vietato viaggiare fuori dal Belgio) e aumenti delle soglie di reddito ogni gennaio. Le aziende che coprono i costi di immigrazione potrebbero dover prevedere budget per apostille, traduzioni e più appuntamenti comunali.
Dal punto di vista politico, l’approccio belga riflette una tendenza più ampia nell’UE a riconoscere forme familiari diverse, pur inasprendo i controlli sull’autosufficienza economica. Gli esperti di immigrazione prevedono ulteriori indicazioni entro la fine dell’anno, una volta che le autorità federali completeranno la revisione delle misure anti-frode, in particolare riguardo alle relazioni fittizie.
Fino ad allora, il visto per convivenza legale rimane uno dei percorsi più flessibili in Europa per le coppie che desiderano un impegno senza matrimonio.
A differenza del noto visto per fidanzati di 90 giorni negli Stati Uniti, il sistema belga consente ai partner di arrivare con un visto di breve durata di tipo C (o, più prudentemente, un visto di lungo soggiorno di tipo D), registrarsi presso il comune locale e firmare una dichiarazione di convivenza legale. Questo passaggio dà il via al rilascio della carta arancione (allegato 19 ter) – un permesso di soggiorno temporaneo – mentre le autorità verificano la relazione, effettuano un controllo di polizia sull’indirizzo e valutano il reddito e la copertura assicurativa sanitaria.
Una volta approvata la pratica, il partner straniero riceve una carta F valida per cinque anni, con la possibilità di ottenere una carta permanente F+ dopo cinque anni consecutivi di residenza. Per qualificarsi, entrambi i partner devono generalmente avere almeno 21 anni (18 se hanno già convissuto per un anno) e dimostrare che la relazione è “stabile e duratura” – ad esempio mostrando 12 mesi di convivenza, due anni di contatti documentati con almeno 45 giorni trascorsi insieme, o un figlio in comune.
Dal punto di vista economico, lo sponsor belga deve guadagnare almeno 2.408,79 € netti al mese (110% del salario minimo garantito), con un supplemento del 10% per ogni familiare a carico. È inoltre obbligatorio un casellario giudiziale pulito e un’assicurazione viaggio conforme alle norme Schengen.
Per i responsabili della mobilità e i team dedicati ai talenti globali, questo schema rappresenta un’alternativa interessante alle regole di ricongiungimento familiare basate sul matrimonio in paesi vicini come Germania e Paesi Bassi, che solitamente richiedono un certificato di matrimonio o prove più stringenti della relazione.
Tuttavia, le risorse umane dovrebbero mettere in guardia i dipendenti su alcune difficoltà pratiche: istruzioni incoerenti da parte dei comuni, lunghi tempi di attesa per la carta F definitiva (durante i quali è vietato viaggiare fuori dal Belgio) e aumenti delle soglie di reddito ogni gennaio. Le aziende che coprono i costi di immigrazione potrebbero dover prevedere budget per apostille, traduzioni e più appuntamenti comunali.
Dal punto di vista politico, l’approccio belga riflette una tendenza più ampia nell’UE a riconoscere forme familiari diverse, pur inasprendo i controlli sull’autosufficienza economica. Gli esperti di immigrazione prevedono ulteriori indicazioni entro la fine dell’anno, una volta che le autorità federali completeranno la revisione delle misure anti-frode, in particolare riguardo alle relazioni fittizie.
Fino ad allora, il visto per convivenza legale rimane uno dei percorsi più flessibili in Europa per le coppie che desiderano un impegno senza matrimonio.
Fonte: The Brussels Times
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