
Meno di due mesi dopo il lancio, il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea è pienamente operativo alle frontiere esterne di Schengen, inclusi l’aeroporto di Praga e i valichi terrestri gestiti dalla Repubblica Ceca. Dal 10 aprile 2026, tutti i cittadini non appartenenti all’UE – sia esenti da visto sia in possesso di visto Schengen – devono far registrare il passaporto, l’immagine facciale e quattro impronte digitali al primo ingresso. I passaggi successivi richiedono una verifica biometrica più semplice, ma stanno già causando code più lunghe in alcuni aeroporti. Un’analisi approfondita di VisasNews, pubblicata il 28 maggio, evidenzia un’implementazione disomogenea: a Palma di Maiorca i tempi di elaborazione sono di 45 secondi, mentre negli aeroporti di Milano si continua a prendere le impronte a ogni viaggiatore, provocando code di 45 minuti. Praga ha registrato risultati migliori; il Ministero dell’Interno conferma un tempo medio aggiuntivo di “due o tre minuti” per ogni cittadino di paesi terzi, grazie a 40 nuovi chioschi e personale mobile. Tuttavia, i team di mobilità dovrebbero informare i visitatori provenienti da mercati ad alto volume come Stati Uniti e Regno Unito di aspettarsi la registrazione al primo ingresso e possibili ritardi. Perché è importante per i datori di lavoro cechi: la prossima tappa digitale – il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione al Viaggio (ETIAS) – è ancora prevista per il quarto trimestre del 2026. I viaggiatori d’affari esenti da visto dovranno ottenere un’autorizzazione online da 20 euro prima della partenza, con un periodo di tolleranza di sei mesi. I responsabili dei viaggi devono aggiornare le politiche aziendali, assicurarsi che i profili dei viaggiatori includano email e dati del passaporto validi e prevedere il nuovo costo nel budget. Anche i team legali devono monitorare il rischio di permanenza oltre il limite consentito. L’EES calcola automaticamente la regola 90/180 giorni; un superamento involontario di un solo giorno viene segnalato immediatamente all’uscita e può comportare un rifiuto futuro di ETIAS. Le aziende che ruotano i collaboratori nei siti cechi dovrebbero aggiornare gli strumenti di monitoraggio dei giorni prima del picco estivo. Per i fornitori di servizi di immigrazione, il messaggio è di opportunità ma anche di cautela: le guardie di frontiera ceche segnalano finora operazioni fluide, ma i problemi riscontrati altrove dimostrano che la formazione del personale e l’ottimizzazione dell’hardware sono fondamentali. Nei prossimi otto settimane, si prevedono controlli più frequenti sui servizi di autobus provenienti da Ucraina e Serbia, mentre i valichi terrestri integrano le apparecchiature EES.
Fonte: VisasNews
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