
Il governo ceco ha approfittato della riunione del 26 maggio a Praga per approvare una vasta modifica legislativa, soprannominata “Lex Ucraina 8”, che cambierà radicalmente la gestione dei 386.000 ucraini titolari di Protezione Temporanea a livello UE in Repubblica Ceca. Secondo il disegno di legge, ora in esame alla Camera dei Deputati, i rifugiati che vogliono continuare a percepire il sussidio umanitario di 5.000 CZK dovranno soddisfare almeno una delle seguenti condizioni: 1) essere occupati, 2) essere attivamente registrati presso l’Ufficio del Lavoro, o 3) rientrare in un’esenzione basata sull’età o sullo studio. Inoltre, i beneficiari dovranno trascorrere almeno 16 giorni al mese fisicamente in Repubblica Ceca; chi si assenterà dall’area Schengen per più di 30 giorni o sarà espulso per reati penali perderà automaticamente la protezione. Il Ministero dell’Interno cesserà anche di rilasciare i cosiddetti “documenti di viaggio blu” che attualmente consentono ai protetti di lasciare l’UE per un massimo di 90 giorni. Il ministro dell’Interno Lubomír Metnar (ANO) ha giustificato la misura richiamando le “lezioni di sicurezza” degli ultimi due anni e citando 40 indagini in corso per frodi legate all’abuso dei sussidi. Le ONG per i diritti dei rifugiati hanno subito criticato la proposta, avvertendo che i datori di lavoro, in cerca disperata di manodopera, potrebbero perdere personale legalmente impiegabile proprio nel picco della stagione estiva delle costruzioni. Per le multinazionali, le novità comportano un vero e proprio lavoro di compliance: i team HR dovranno monitorare la presenza fisica dei dipendenti, aggiornare i sistemi paghe per registrare l’idoneità al sussidio e verificare se il personale ucraino potrà ancora viaggiare per brevi trasferte fuori Schengen. I responsabili della mobilità dovranno inoltre considerare che la modifica inasprisce l’accesso al nuovo permesso di soggiorno speciale a lungo termine, introducendo la condizione di “assenza di debiti fiscali”, un ostacolo che potrebbe spingere alcuni lavoratori qualificati a cercare opportunità altrove in Europa. Se la Camera bassa approverà il disegno di legge a giugno, il nuovo regime più restrittivo potrebbe entrare in vigore dal 1° settembre 2026, lasciando a datori di lavoro e fornitori di servizi di relocation meno di tre mesi per adeguare i processi, rivedere le lettere di incarico e informare i lavoratori sui nuovi rischi legati a uscite e rientri.
Fonte: Expats.cz / ČTK
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Repubblica Ceca.Di più da Repubblica Ceca
Visualizza tutto
Praga punta sul turismo letterario con una campagna globale da 22 milioni di corone
Lo shock dei prezzi del carburante fa lievitare di 900-5.000 CZK le vacanze estive tipiche dei cechi