
Il Difensore del Popolo spagnolo, Ángel Gabilondo, ha formalmente raccomandato alla Polizia Nazionale di sospendere le espulsioni di cittadini stranieri che hanno presentato domanda, o intendono farlo, per la regolarizzazione straordinaria autorizzata dal Decreto Reale 316/2026. L’appello, emesso il 1° giugno dopo decine di segnalazioni da parte di potenziali richiedenti, invita la polizia a verificare la documentazione prima di eseguire qualsiasi ordine di espulsione e a posticipare le deportazioni fino alla decisione sul fascicolo, a condizione che la persona non abbia precedenti penali. La regolarizzazione, aperta dal 16 aprile e valida fino al 30 giugno, potrebbe concedere permessi di soggiorno e lavoro temporanei a circa 500.000 migranti irregolari che dimostrino di essere in Spagna prima del 1° gennaio 2026. ONG e associazioni cattoliche hanno definito il processo il più ambizioso d’Europa dai tempi della “sanatoria” italiana del 2002, ma hanno avvertito che le detenzioni di potenziali beneficiari ne minano la credibilità. Dal punto di vista delle politiche migratorie, le aziende che impiegano lavoratori irregolari in agricoltura, ristorazione o assistenza domiciliare possono ora incoraggiare il personale a regolarizzare la propria posizione, riducendo i rischi di non conformità. L’intervento del Difensore del Popolo offre di fatto un periodo di tolleranza che dovrebbe limitare carenze improvvise di manodopera causate dalle espulsioni. Gli avvocati specializzati in immigrazione, tuttavia, avvertono che le stazioni di polizia mantengono la discrezionalità di trattenere individui la cui identità non può essere verificata immediatamente. Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione ha ricevuto oltre 130.000 domande in sei settimane e assicura che le decisioni saranno emesse entro tre mesi. L’ufficio di Gabilondo monitorerà il rispetto della raccomandazione e potrebbe rivolgersi alla Corte Suprema se le espulsioni sistematiche dovessero proseguire. Per le multinazionali, l’episodio sottolinea la rapidità con cui evolve il quadro normativo in Spagna e l’importanza di un monitoraggio costante della conformità.
Fonte: El País
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