
La Spagna ha compiuto il primo passo formale verso la più grande regolarizzazione migratoria della sua storia moderna. Il 30 maggio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto di Decreto Reale che permetterà a circa mezzo milione di migranti irregolari e richiedenti asilo di ottenere un permesso di soggiorno temporaneo e il diritto al lavoro. Organizzazioni della società civile come il Servizio dei Gesuiti per i Migranti (SJM) e JRS Europa, promotori dell’Iniziativa Legislativa Popolare alla base della misura, hanno definito questo provvedimento una “tappa fondamentale di dignità” che pone fine a anni di limbo amministrativo per persone già integrate nel mercato del lavoro e nelle comunità spagnole.
Il Decreto, ora sottoposto a consultazione e al parere del Consiglio di Stato, si applicherà a chi ha vissuto ininterrottamente in Spagna per almeno cinque mesi o ha presentato domanda di asilo entro il 31 dicembre 2025. Secondo il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione, lo sportello elettronico per le domande aprirà all’inizio di aprile e resterà attivo fino al 30 giugno 2026, con decisioni garantite entro tre mesi. I richiedenti accolti riceveranno un permesso di soggiorno annuale, rinnovabile previa dimostrazione di integrazione e occupazione continuativa.
Per i datori di lavoro, la misura rappresenta una nuova fonte legale di talenti in un momento di grave carenza di manodopera nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dei servizi di assistenza. Le aziende che già impiegano lavoratori irregolari potranno regolarizzare i contratti senza incorrere in sanzioni, a patto di registrare i dipendenti e versare i contributi previdenziali arretrati. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che il Decreto Reale eliminerà anche alcuni requisiti documentali, come l’apostille dei certificati penali, che spesso bloccano le domande di soggiorno ordinarie.
Sul piano politico, la regolarizzazione riflette un raro consenso trasversale tra partiti e società civile. Una petizione firmata da oltre 600.000 cittadini ha spinto la questione all’ordine del giorno del Parlamento alla fine del 2025; il sostegno cauto della coalizione di governo è stato infine rafforzato da sentenze favorevoli della Corte Suprema che hanno inquadrato la regolarizzazione come un atto di “interesse pubblico” fondato sui valori costituzionali spagnoli. Tuttavia, i partiti di opposizione di destra hanno promesso di esaminare attentamente il testo finale per individuare eventuali falle nella sicurezza e chiedono maggiori risorse per l’ispezione del lavoro al fine di prevenire abusi.
Sul piano pratico, i migranti interessati dovrebbero iniziare a raccogliere prove della presenza continuativa — certificati scolastici, documenti sanitari, contratti di affitto — con largo anticipo rispetto ad aprile. Le organizzazioni di assistenza legale stanno potenziando le linee telefoniche di supporto, mentre il Ministero ha pubblicato una FAQ multilingue per contrastare truffe e disinformazione. Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio chiave è che i dipendenti in attesa di ricongiungimento familiare o di permessi di lavoro potrebbero presto avere una via più rapida e alternativa per ottenere uno status legale in Spagna.
Il Decreto, ora sottoposto a consultazione e al parere del Consiglio di Stato, si applicherà a chi ha vissuto ininterrottamente in Spagna per almeno cinque mesi o ha presentato domanda di asilo entro il 31 dicembre 2025. Secondo il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione, lo sportello elettronico per le domande aprirà all’inizio di aprile e resterà attivo fino al 30 giugno 2026, con decisioni garantite entro tre mesi. I richiedenti accolti riceveranno un permesso di soggiorno annuale, rinnovabile previa dimostrazione di integrazione e occupazione continuativa.
Per i datori di lavoro, la misura rappresenta una nuova fonte legale di talenti in un momento di grave carenza di manodopera nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dei servizi di assistenza. Le aziende che già impiegano lavoratori irregolari potranno regolarizzare i contratti senza incorrere in sanzioni, a patto di registrare i dipendenti e versare i contributi previdenziali arretrati. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che il Decreto Reale eliminerà anche alcuni requisiti documentali, come l’apostille dei certificati penali, che spesso bloccano le domande di soggiorno ordinarie.
Sul piano politico, la regolarizzazione riflette un raro consenso trasversale tra partiti e società civile. Una petizione firmata da oltre 600.000 cittadini ha spinto la questione all’ordine del giorno del Parlamento alla fine del 2025; il sostegno cauto della coalizione di governo è stato infine rafforzato da sentenze favorevoli della Corte Suprema che hanno inquadrato la regolarizzazione come un atto di “interesse pubblico” fondato sui valori costituzionali spagnoli. Tuttavia, i partiti di opposizione di destra hanno promesso di esaminare attentamente il testo finale per individuare eventuali falle nella sicurezza e chiedono maggiori risorse per l’ispezione del lavoro al fine di prevenire abusi.
Sul piano pratico, i migranti interessati dovrebbero iniziare a raccogliere prove della presenza continuativa — certificati scolastici, documenti sanitari, contratti di affitto — con largo anticipo rispetto ad aprile. Le organizzazioni di assistenza legale stanno potenziando le linee telefoniche di supporto, mentre il Ministero ha pubblicato una FAQ multilingue per contrastare truffe e disinformazione. Per i responsabili della mobilità globale, il messaggio chiave è che i dipendenti in attesa di ricongiungimento familiare o di permessi di lavoro potrebbero presto avere una via più rapida e alternativa per ottenere uno status legale in Spagna.
Fonte: JRS Europe
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