
Il Ministero dell'Interno spagnolo ha pubblicato il suo ultimo rapporto quindicinale sull'immigrazione irregolare, confermando che tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2026 sono entrate in Spagna senza autorizzazione 10.224 persone, con un calo del 35,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. La diminuzione più significativa riguarda la “Rotta delle Canarie” sull’Atlantico: solo 3.184 migranti hanno raggiunto le Isole Canarie quest’anno, in calo del 71% rispetto ai quasi 11.000 dell’anno scorso, grazie a un rafforzamento dei pattugliamenti marittimi e ad accordi bilaterali di rimpatrio con Senegal, Mauritania e Marocco.
Al contrario, la pressione migratoria si è spostata verso nord-est. Gli ingressi via terra nelle enclave nordafricane di Ceuta e Melilla sono aumentati del 210%, raggiungendo 2.366 persone, alimentati dall’instabilità nel Sahel e dalla relativa facilità di superare le recinzioni durante la primavera, con temperature più miti. Solo Ceuta ha registrato 2.281 arrivi, 1.577 in più rispetto all’anno precedente, mentre Melilla ne ha contati 85. Gli sbarchi marittimi sulla terraferma spagnola e nelle Isole Baleari sono aumentati del 16%, poiché i trafficanti hanno deviato le imbarcazioni lontano dalle Canarie, sorvegliate più intensamente.
Per i responsabili della mobilità aziendale, questi dati indicano una probabile riallocazione delle risorse della Guardia Civil e della Polizia Nazionale verso i confini terrestri, con possibili tempi di attesa più lunghi per i viaggiatori d’affari a Tarajal e Beni Enzar e chiusure sporadiche dei punti di passaggio in caso di tentativi di ingresso di gruppi numerosi. Le aziende che trasferiscono personale nelle enclave dovrebbero prevedere ritardi nel rilascio del NIE e nella registrazione alla sicurezza sociale, poiché gli uffici immigrazione sono impegnati a gestire l’aumento delle richieste di asilo.
Madrid sostiene che il calo complessivo dimostra l’efficacia della riforma della sorveglianza marittima del 2025, ma le ONG avvertono che lo spostamento dei flussi comporta solo un trasferimento dei rischi su altre rotte. Chiedono vie legali più rapide, inclusi contingenti di visti legati al lavoro, per ridurre la domanda di trafficanti. Con l’avvicinarsi dei picchi estivi, tutti guardano con attenzione a se le Canarie riusciranno a mantenere la stabilità e se Ceuta e Melilla eviteranno una ripetizione della crisi al confine del 2021, che paralizzò il trasporto merci nella zona.
Al contrario, la pressione migratoria si è spostata verso nord-est. Gli ingressi via terra nelle enclave nordafricane di Ceuta e Melilla sono aumentati del 210%, raggiungendo 2.366 persone, alimentati dall’instabilità nel Sahel e dalla relativa facilità di superare le recinzioni durante la primavera, con temperature più miti. Solo Ceuta ha registrato 2.281 arrivi, 1.577 in più rispetto all’anno precedente, mentre Melilla ne ha contati 85. Gli sbarchi marittimi sulla terraferma spagnola e nelle Isole Baleari sono aumentati del 16%, poiché i trafficanti hanno deviato le imbarcazioni lontano dalle Canarie, sorvegliate più intensamente.
Per i responsabili della mobilità aziendale, questi dati indicano una probabile riallocazione delle risorse della Guardia Civil e della Polizia Nazionale verso i confini terrestri, con possibili tempi di attesa più lunghi per i viaggiatori d’affari a Tarajal e Beni Enzar e chiusure sporadiche dei punti di passaggio in caso di tentativi di ingresso di gruppi numerosi. Le aziende che trasferiscono personale nelle enclave dovrebbero prevedere ritardi nel rilascio del NIE e nella registrazione alla sicurezza sociale, poiché gli uffici immigrazione sono impegnati a gestire l’aumento delle richieste di asilo.
Madrid sostiene che il calo complessivo dimostra l’efficacia della riforma della sorveglianza marittima del 2025, ma le ONG avvertono che lo spostamento dei flussi comporta solo un trasferimento dei rischi su altre rotte. Chiedono vie legali più rapide, inclusi contingenti di visti legati al lavoro, per ridurre la domanda di trafficanti. Con l’avvicinarsi dei picchi estivi, tutti guardano con attenzione a se le Canarie riusciranno a mantenere la stabilità e se Ceuta e Melilla eviteranno una ripetizione della crisi al confine del 2021, che paralizzò il trasporto merci nella zona.
Fonte: Europa Press
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