
Il tanto discusso Patto dell’UE su Migrazione e Asilo è entrato in vigore il 12 giugno 2026, introducendo una procedura di screening unificata, un ampliamento della raccolta biometrica in Eurodac e un meccanismo obbligatorio di solidarietà per gli Stati di prima linea. La Svizzera, in quanto membro associato di Schengen e Dublino, integrerà le norme principali nel diritto interno secondo un calendario graduale concordato con Bruxelles.
Secondo il patto, i migranti che non soddisfano le condizioni di ingresso saranno registrati entro sette giorni e potranno essere indirizzati verso procedure accelerate di asilo o rimpatrio. L’età minima per la raccolta biometrica scende da 14 a 6 anni, e verranno archiviati ulteriori dati come immagini facciali, date di nascita e paese d’origine.
Il Consigliere federale Beat Jans ha dichiarato che la Svizzera è tecnicamente pronta, sottolineando che i collegamenti SYMIC con Eurodac sono stati aggiornati e che il mese scorso gli agenti cantonali hanno ricevuto nuovi scanner portatili. I viaggiatori d’affari difficilmente noteranno cambiamenti immediati, ma chi sponsorizza trasferimenti intra-aziendali dovrà prepararsi a controlli d’identità più rigorosi e a tempi di ricorso più brevi.
Berna deciderà annualmente se aderire al meccanismo di solidarietà del patto, con la possibilità di trasferire o finanziare l’elaborazione delle domande d’asilo in altri Stati. I responsabili delle relocation aziendali dovrebbero monitorare queste decisioni, poiché potrebbero influire sulla disponibilità di alloggi e sulla capacità delle autorità locali di gestire i casi di permessi di lavoro.
Secondo il patto, i migranti che non soddisfano le condizioni di ingresso saranno registrati entro sette giorni e potranno essere indirizzati verso procedure accelerate di asilo o rimpatrio. L’età minima per la raccolta biometrica scende da 14 a 6 anni, e verranno archiviati ulteriori dati come immagini facciali, date di nascita e paese d’origine.
Il Consigliere federale Beat Jans ha dichiarato che la Svizzera è tecnicamente pronta, sottolineando che i collegamenti SYMIC con Eurodac sono stati aggiornati e che il mese scorso gli agenti cantonali hanno ricevuto nuovi scanner portatili. I viaggiatori d’affari difficilmente noteranno cambiamenti immediati, ma chi sponsorizza trasferimenti intra-aziendali dovrà prepararsi a controlli d’identità più rigorosi e a tempi di ricorso più brevi.
Berna deciderà annualmente se aderire al meccanismo di solidarietà del patto, con la possibilità di trasferire o finanziare l’elaborazione delle domande d’asilo in altri Stati. I responsabili delle relocation aziendali dovrebbero monitorare queste decisioni, poiché potrebbero influire sulla disponibilità di alloggi e sulla capacità delle autorità locali di gestire i casi di permessi di lavoro.
Fonte: SWI swissinfo.ch