
Il tanto atteso Patto dell’UE su Migrazione e Asilo è entrato in vigore il 12 giugno 2026, concludendo un periodo di transizione di due anni. In qualità di associata Schengen-Dublino, la Svizzera ha contestualmente introdotto una serie di modifiche legislative e regolamentari per mantenere allineato il proprio sistema di asilo e gestione delle frontiere. Tra le principali novità svizzere figurano l’introduzione di una procedura uniforme di screening alle frontiere esterne, modifiche all’Ordinanza sui visti, aggiornamenti alle regole biometriche di Eurodac e nuovi requisiti per la condivisione dei dati nei trasferimenti Dublino. La Segreteria di Stato della Migrazione sottolinea che queste riforme velocizzeranno l’identificazione, limiteranno i cosiddetti movimenti secondari e ridurranno le domande d’asilo manifestamente infondate, obiettivi condivisi dai cantoni svizzeri che sostengono i costi di accoglienza. Per i datori di lavoro, la novità più evidente è il nuovo “controllo di vulnerabilità” di 24 ore negli aeroporti di Zurigo e Ginevra, che potrebbe allungare leggermente le formalità di ingresso per i nuovi assunti non UE fino a quando i processi non saranno consolidati. A medio termine, tuttavia, i trasferimenti Dublino più snelli potrebbero liberare risorse del SEM per accelerare l’elaborazione delle richieste di autorizzazione al lavoro. Il patto istituisce inoltre un “fondo di solidarietà” a livello UE per la ricollocazione dei richiedenti asilo. Pur non essendo membro pieno dell’UE, Berna si è impegnata a contribuire finanziariamente su base volontaria, evitando trasferimenti obbligatori che potrebbero mettere sotto pressione il mercato abitativo cantonale. I team di mobilità dovranno monitorare le prossime ordinanze attuative, in particolare quelle relative ai tempi di conservazione dei dati sui visti, che influenzano la conformità aziendale nella gestione delle registrazioni dei viaggiatori d’affari. La formazione per la polizia aeroportuale e gli uffici cantonali della migrazione è iniziata a maggio, ma gli operatori si aspettano qualche difficoltà iniziale. I responsabili della mobilità globale sono invitati a informare il personale in arrivo sulle possibili procedure di intervista e rilevamento delle impronte digitali e a garantire che siano muniti di contratti di lavoro o lettere di incarico per facilitare l’ingresso.
Fonte: EUAA & Swiss fedpol releases