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Patto UE su Migrazione e Asilo: Il Commissario Brunner Assicura che il Sistema «Funzionerà»

giu 13, 2026
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Patto UE su Migrazione e Asilo: Il Commissario Brunner Assicura che il Sistema «Funzionerà»
Parlando alla radio ORF il 12 giugno 2026 – giorno in cui il Patto UE su Migrazione e Asilo è entrato ufficialmente in vigore – il Commissario europeo austriaco Magnus Brunner ha sottolineato che la riforma, frutto di lunghe trattative, fornirà agli Stati membri gli strumenti per gestire i flussi “in modo prevedibile e basato su regole”. Brunner ha riconosciuto alcune difficoltà operative iniziali, ma ha evidenziato che le procedure comuni alle frontiere, il nuovo meccanismo di solidarietà e regole più rigorose per le impronte digitali chiuderanno le falle sfruttate dai trafficanti.

Secondo il Patto, l’Austria deve attuare procedure accelerate alle frontiere per determinate nazionalità, ampliare la capacità di detenzione all’aeroporto di Vienna e contribuire con posti di ricollocamento o assistenza finanziaria quando gli Stati di prima linea sono sotto pressione. Il governo ha scelto di fornire contributi finanziari nel 2026 mentre potenzia le infrastrutture.

Patto UE su Migrazione e Asilo: Il Commissario Brunner Assicura che il Sistema «Funzionerà»


Per le imprese, la novità principale è l’armonizzazione della definizione di “paese terzo sicuro”, che potrebbe ridurre i ricorsi dell’ultimo minuto contro i rimpatri charter, evitando ritardi o complicazioni per le risorse umane quando i familiari dei dipendenti presentano richieste di asilo. Il Commissario Brunner ha inoltre apprezzato la decisione dell’Austria di mantenere quasi a zero i numeri per il ricongiungimento familiare fino a quando non sarà negoziato un modello a quote. Critici, tra cui ONG e i Verdi all’opposizione, avvertono che questo blocco rischia di dividere le famiglie e potrebbe essere oggetto di contenziosi legali.

I datori di lavoro dovrebbero seguire con attenzione i negoziati sulle quote, poiché i familiari a carico di dipendenti chiave potrebbero essere conteggiati, influenzando i tempi di ricollocamento. Dal punto di vista della conformità, le aziende devono rivedere le politiche relative ai lavoratori distaccati e ai trasferimenti intra-aziendali. Il Patto impone controlli Eurodac più rapidi, consentendo alle guardie di frontiera di visualizzare in pochi minuti eventuali precedenti rifiuti di visto o tentativi di asilo di un dipendente. La mancata dichiarazione di domande precedenti può comportare divieti di reingresso.

I consulenti legali raccomandano di verificare i fascicoli di mobilità e di formare i lavoratori distaccati a rispondere in modo coerente alle domande di screening. Sebbene il Patto sia principalmente rivolto alla gestione dell’asilo, Brunner ha sottolineato che frontiere esterne più efficienti e un calo degli ingressi irregolari permetteranno ai viaggi d’affari nell’area Schengen di rimanere “senza attriti”. Le camere di commercio austriache organizzeranno webinar la prossima settimana per illustrare le nuove regole a responsabili HR e travel manager.
Fonte: ORF.at

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