
Nella riunione del 12 giugno 2026, il Consiglio federale svizzero ha approvato un messaggio al Parlamento per richiedere una proroga biennale del credito d’impegno di 10,6 milioni di franchi svizzeri, destinato a finanziare i progetti svizzeri di cooperazione sulla migrazione e i rimpatri all’estero. Dal 2011, questo credito ha sostenuto 78 accordi bilaterali sulla migrazione, che finanziano attrezzature per la gestione delle frontiere, il rafforzamento delle capacità dei sistemi d’asilo e le operazioni di rimpatrio con voli charter. Il Consiglio sottolinea che la pressione migratoria irregolare rimane elevata sulla rotta del Mediterraneo centrale e che la cooperazione con paesi d’origine come Marocco, Nigeria e Georgia produce risparmi concreti, accelerando i rimpatri e riducendo i costi dell’assistenza sociale cantonale. Se il Parlamento darà il via libera, il credito sarà valido fino al 2028 e sarà poi allineato alla più ampia Strategia svizzera di cooperazione internazionale. Per i datori di lavoro con personale mobile a livello globale, la proroga garantisce continuità: l’accesso agli addetti di collegamento delle ambasciate svizzere, che facilitano le pratiche per i permessi di lavoro all’estero, e la possibilità di negoziare voli charter aziendali per i rimpatri resteranno finanziati. Il governo evidenzia un recente accordo con il Marocco, negoziato a maggio 2026, che riduce i tempi di verifica dell’identità a 10 giorni, un indicatore chiave per rimpatri tempestivi. Mantenendo il sostegno finanziario, Berna punta a finalizzare protocolli simili con Costa d’Avorio e Bangladesh entro il 2027. I dipartimenti HR aziendali dovrebbero seguire con attenzione il dibattito parlamentare di questo autunno. Pur essendo una spesa contenuta, un rifiuto potrebbe rallentare i processi di verifica dell’identità, allungando indirettamente i tempi di detenzione e aumentando i rischi reputazionali per le aziende coinvolte nei voli charter di rimpatrio.