
Il 12 giugno, il Consiglio federale ha chiesto al parlamento di prorogare di due anni il credito d’impegno che finanzia i progetti svizzeri di gestione della migrazione all’estero. L’importo di 10,6 milioni di franchi per il biennio 2027-2028 sostiene il rafforzamento delle capacità con i principali paesi partner nella gestione delle frontiere, nei sistemi d’asilo e nella logistica dei rimpatri. Dalla sua creazione nel 2011, questo strumento ha permesso alla Svizzera di concludere 78 accordi bilaterali sulla migrazione — rispetto ai 45 iniziali — incluso un accordo di rimpatrio rapido con il Marocco firmato a maggio 2026. Le autorità sostengono che tale cooperazione riduce la pressione sul sistema d’asilo svizzero e diminuisce le spese sociali legate alla migrazione irregolare. Per i team internazionali delle risorse umane, il credito è importante perché finanzia programmi di formazione per guardie di frontiera straniere, donazioni di tecnologie biometriche e schemi di reintegrazione che rendono più attraente il ritorno volontario. Nella pratica, procedure di rimpatrio più fluide spesso convincono gli stati partner ad accettare le richieste svizzere di facilitazione dei visti per affari o quote speciali per lavoratori qualificati. Se il parlamento approverà l’estensione durante la sessione autunnale, l’SEM (Segretariato di Stato della Migrazione) intende sincronizzare il fondo con la più ampia Strategia di Cooperazione Internazionale della Svizzera a partire dal 2029, offrendo ai pianificatori della mobilità aziendale un orizzonte politico più prevedibile. Il mancato rinnovo potrebbe indebolire il peso negoziale svizzero su quote di permessi di lavoro e protocolli di riammissione. I responsabili della mobilità dovrebbero seguire il dibattito: il credito gode di un sostegno bipartisan, ma è sotto scrutinio da parte di partiti critici verso la spesa estera. Le aziende che impiegano un alto numero di cittadini di paesi terzi potrebbero valutare di unirsi alle associazioni di categoria per testimoniare il valore economico di accordi di rimpatrio stabili.