
Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati ha annunciato che, a partire dal 12 giugno 2026, il Comitato di Supervisione Coordinata (CSC) sarà responsabile della supervisione di Eurodac, il database europeo di impronte digitali e dati biometrici utilizzato per monitorare richiedenti asilo e migranti irregolari. La Svizzera, che già partecipa a Eurodac nell’ambito del regolamento Dublino III, siederà nel CSC insieme alle autorità europee per la protezione dei dati e al Garante europeo della protezione dei dati. Questa riorganizzazione semplifica la supervisione, precedentemente divisa tra autorità nazionali e il Garante europeo, con l’obiettivo di accelerare la risoluzione dei reclami sulla protezione dei dati e garantire standard di controllo uniformi oltre i confini nazionali. Per le autorità migratorie svizzere, ciò significa un unico canale di escalation, ma anche maggiori responsabilità in termini di segnalazione tempestiva delle violazioni e regole armonizzate sulla conservazione dei dati. Le aziende che trattano dati biometrici legati all’asilo — come i fornitori IT che gestiscono l’interfaccia SYMIC o i contractor che operano i chioschi di registrazione nei centri di accoglienza — dovranno adeguare i propri contratti alle indicazioni del CSC su misure di sicurezza, limitazione delle finalità e diritti degli interessati. Gli esperti legali dovranno monitorare le future linee guida del CSC, che potrebbero influenzare sistemi paralleli su larga scala come l’Entry/Exit System (EES) e ETIAS, entrambi previsti per il lancio entro la fine del 2026.