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L'Irlanda introduce l'obbligo di visto per i cittadini di Nicaragua, Saint Kitts e Nevis e Saint Lucia a partire dal 15 giugno

giu 16, 2026
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L'Irlanda introduce l'obbligo di visto per i cittadini di Nicaragua, Saint Kitts e Nevis e Saint Lucia a partire dal 15 giugno
I cittadini di Nicaragua, Saint Kitts & Nevis e Saint Lucia sono ora soggetti all’obbligo di visto per tutti i viaggi in Irlanda, a seguito di un decreto ministeriale firmato dal Ministro per la Migrazione Colm Brophy. La normativa è entrata in vigore alle 00:01 del 15 giugno 2026. Sono previste disposizioni transitorie solo per i viaggiatori che hanno prenotato i voli prima della scadenza e arriveranno entro il 14 luglio; questi devono essere in possesso della conferma di prenotazione e di documenti che attestino lo scopo del soggiorno.

La modifica allinea l’Irlanda al Regno Unito, che già richiede il visto ai cittadini di questi tre paesi caraibici e del Nicaragua. Le autorità sottolineano che si tratta di colmare un’“asimmetria” che poteva essere sfruttata da viaggiatori che entravano nell’Area di Viaggio Comune (CTA) tramite Dublino per poi proseguire verso la Gran Bretagna senza controlli.

L'Irlanda introduce l'obbligo di visto per i cittadini di Nicaragua, Saint Kitts e Nevis e Saint Lucia a partire dal 15 giugno


I consolati irlandesi a Città del Messico e Port of Spain sono stati designati come principali centri di elaborazione delle domande; il tempo medio per una decisione è stimato in circa quattro settimane. Per le aziende, l’impatto è contenuto ma immediato: i cambi di equipaggio delle navi da crociera a Cork e le visite di formazione su dispositivi medici provenienti da hub regionali in Costa Rica spesso coinvolgono titolari di passaporti caraibici e centroamericani. I datori di lavoro devono verificare la nazionalità al momento della prenotazione e considerare i tempi di rilascio del visto nella pianificazione.

In caso di viaggi con breve preavviso, le aziende possono richiedere una procedura accelerata, ma il Dipartimento degli Affari Esteri ha chiarito che la priorità sarà data solo per motivi umanitari, non per urgenze di lavoro. I consulenti per l’immigrazione avvertono inoltre che questa misura potrebbe anticipare una revisione più ampia della lista dei paesi esenti da visto in Irlanda, soprattutto per quelli con bassi tassi di rifiuto del visto Schengen ma con un aumento delle permanenze irregolari nella CTA.

I team di mobilità globale dovrebbero monitorare gli avvisi ufficiali per eventuali ulteriori aggiornamenti e raccogliere preventivamente le scansioni dei passaporti nelle prime fasi della pianificazione delle missioni. I viaggiatori già presenti in Irlanda con status di esenzione dal visto non sono interessati fino alla scadenza del loro soggiorno autorizzato di 90 giorni, a condizione che non lascino il paese per poi tentare un nuovo ingresso. Chi supera il periodo consentito rischia l’espulsione e un periodo obbligatorio di “raffreddamento” prima di poter ottenere un nuovo visto, sanzioni che possono compromettere future missioni in tutta l’UE.
Fonte: EIN Presswire

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