
Il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato la prima revisione significativa della Politica di Ricongiungimento Familiare per cittadini non appartenenti all’Area Economica Europea (Non-EEA) in Irlanda dal 2017, con le modifiche entrate in vigore il 12 giugno 2026. Una circolare ufficiale pubblicata sul sito del Servizio Immigrazione (ISD) e successivamente riportata dal media comunitario in lingua cinese “Our Ireland” conferma che i garanti cittadini irlandesi devono ora dimostrare un reddito lordo complessivo di 75.000 € nei tre anni fiscali precedenti, quasi il doppio del precedente requisito di 40.000 €. Le soglie di reddito equivalenti per i titolari di Permessi di Lavoro per Competenze Critiche e altri residenti autorizzati al lavoro sono state adeguate in linea con l’indice dei redditi dell’Ufficio Centrale di Statistica.
La nuova politica introduce inoltre un periodo obbligatorio di “qualifica” di due anni prima che rifugiati e beneficiari di protezione sussidiaria possano richiedere il ricongiungimento familiare. Finora, i rifugiati riconosciuti potevano presentare la domanda immediatamente dopo il riconoscimento dello status. L’ISD sostiene che questo periodo di attesa è necessario per ridurre l’arretrato (attualmente in media 18 mesi) e per allineare l’Irlanda al nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo, che enfatizza la preparazione all’integrazione prima dell’arrivo. Le ONG per i diritti umani hanno criticato la misura come eccessivamente punitiva, avvertendo che la separazione prolungata delle famiglie aggrava i traumi e rallenta l’integrazione nel mercato del lavoro.
I team di mobilità aziendale devono tenere conto di diversi cambiamenti pratici. Primo, i garanti che vivono in alloggi forniti o sovvenzionati dallo Stato (inclusi quelli per la Protezione Internazionale e alcuni hotel per trasferimenti aziendali) non possono più presentare domanda finché non trovano un’abitazione indipendente. Secondo, al momento della domanda è necessario fornire prova documentale di un alloggio adeguato—contratti di locazione, estratti conto mutuo o lettere di alloggio fornite dal datore di lavoro sono accettabili. Terzo, è stata introdotta una nuova proibizione su alcune prestazioni sociali nei 12 mesi precedenti la domanda, per dimostrare autosufficienza finanziaria.
Gli studi legali segnalano un immediato aumento delle richieste da parte di dipendenti multinazionali i cui piani di trasferimento prevedevano tempi più rapidi per il ricongiungimento familiare. I datori di lavoro potrebbero dover rivedere i budget per le assegnazioni, aumentare le indennità di costo della vita o considerare destinazioni alternative nell’UE per i familiari a carico, mentre il garante costruisce la storia reddituale richiesta. I consulenti sottolineano inoltre che la nuova politica si applica alle domande presentate dal 12 giugno in poi; le pratiche già avviate saranno valutate secondo le regole precedenti.
A medio termine, le soglie più elevate potrebbero scoraggiare talenti di livello medio—specialmente nei settori retail, ospitalità e appalti pubblici—dal accettare ruoli basati in Irlanda, a meno che le aziende non adeguino i pacchetti retributivi. D’altra parte, il Dipartimento ritiene che criteri più severi allevieranno la pressione su alloggi e servizi pubblici, creando un “percorso migratorio più sostenibile” in linea con la strategia demografica irlandese per il 2030.
La nuova politica introduce inoltre un periodo obbligatorio di “qualifica” di due anni prima che rifugiati e beneficiari di protezione sussidiaria possano richiedere il ricongiungimento familiare. Finora, i rifugiati riconosciuti potevano presentare la domanda immediatamente dopo il riconoscimento dello status. L’ISD sostiene che questo periodo di attesa è necessario per ridurre l’arretrato (attualmente in media 18 mesi) e per allineare l’Irlanda al nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo, che enfatizza la preparazione all’integrazione prima dell’arrivo. Le ONG per i diritti umani hanno criticato la misura come eccessivamente punitiva, avvertendo che la separazione prolungata delle famiglie aggrava i traumi e rallenta l’integrazione nel mercato del lavoro.
I team di mobilità aziendale devono tenere conto di diversi cambiamenti pratici. Primo, i garanti che vivono in alloggi forniti o sovvenzionati dallo Stato (inclusi quelli per la Protezione Internazionale e alcuni hotel per trasferimenti aziendali) non possono più presentare domanda finché non trovano un’abitazione indipendente. Secondo, al momento della domanda è necessario fornire prova documentale di un alloggio adeguato—contratti di locazione, estratti conto mutuo o lettere di alloggio fornite dal datore di lavoro sono accettabili. Terzo, è stata introdotta una nuova proibizione su alcune prestazioni sociali nei 12 mesi precedenti la domanda, per dimostrare autosufficienza finanziaria.
Gli studi legali segnalano un immediato aumento delle richieste da parte di dipendenti multinazionali i cui piani di trasferimento prevedevano tempi più rapidi per il ricongiungimento familiare. I datori di lavoro potrebbero dover rivedere i budget per le assegnazioni, aumentare le indennità di costo della vita o considerare destinazioni alternative nell’UE per i familiari a carico, mentre il garante costruisce la storia reddituale richiesta. I consulenti sottolineano inoltre che la nuova politica si applica alle domande presentate dal 12 giugno in poi; le pratiche già avviate saranno valutate secondo le regole precedenti.
A medio termine, le soglie più elevate potrebbero scoraggiare talenti di livello medio—specialmente nei settori retail, ospitalità e appalti pubblici—dal accettare ruoli basati in Irlanda, a meno che le aziende non adeguino i pacchetti retributivi. D’altra parte, il Dipartimento ritiene che criteri più severi allevieranno la pressione su alloggi e servizi pubblici, creando un “percorso migratorio più sostenibile” in linea con la strategia demografica irlandese per il 2030.
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