
Un bollettino statistico pubblicato il 22 giugno 2026 dall’Observatório das Migrações Internacionais (OBMigra) evidenzia un cambiamento significativo nel panorama delle richieste d’asilo in Brasile: nel 2025, i cittadini cubani hanno presentato 41.919 domande, con un aumento dell’88% rispetto all’anno precedente, superando così i venezuelani, che dominavano la classifica dal 2017. Il rapporto, basato sui dati della Polizia Federale e del CONARE, registra un totale di 75.599 richieste d’asilo nell’ultimo anno, il terzo valore più alto mai registrato in Brasile. Gli analisti attribuiscono l’impennata cubana alla crisi economica sempre più profonda sull’isola e alle nuove sanzioni energetiche statunitensi introdotte a gennaio, che hanno causato blackout continui e carenze di carburante. Molti cubani ora volano a Managua, attraversano l’America Centrale via terra e poi entrano in Brasile attraverso la rete fluviale amazzonica. Al contrario, le domande venezuelane sono diminuite del 12%, grazie ai programmi di regolarizzazione lungo il confine settentrionale che hanno stabilizzato i flussi in ingresso. Dal punto di vista geografico, il 54% delle decisioni è stato emesso nel Nord del Paese, con Roraima che da solo ha gestito oltre 16.000 casi. Anche il profilo demografico è cambiato: tra i richiedenti cubani, la maggioranza ha più di 60 anni, un fenomeno definito da OBMigra senza precedenti, che richiederà politiche di integrazione mirate in ambito sanitario e previdenziale. Per le imprese, questi dati sono rilevanti perché la Legge sull’Immigrazione consente alle aziende di sponsorizzare visti di lavoro per i richiedenti il cui status di rifugiato è ancora in fase di valutazione. I team dedicati alla mobilità devono quindi prepararsi a un aumento dei candidati cubani nel mercato locale del lavoro, molti dei quali sono medici o ingegneri qualificati, mentre si prevede un lieve calo delle candidature venezuelane, finora considerate la forza lavoro rifugiata di riferimento. Questi risultati alimenteranno il dibattito politico in Congresso, dove un gruppo di deputati degli stati settentrionali sta chiedendo maggiori fondi federali per ampliare le strutture di accoglienza e smaltire le pratiche arretrate. I datori di lavoro con sedi a Manaus, Belém e Boa Vista potrebbero affrontare rallentamenti temporanei nell’emissione dei documenti, ma potranno beneficiare di procedure di assunzione più snelle una volta attuate le riforme digitali previste da CONARE.
Fonte: Metro 1
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