
In una cerimonia a Brasilia il 22 giugno 2026, il Ministero della Giustizia e della Sicurezza Pubblica ha sfruttato la Giornata Mondiale del Rifugiato per presentare un pacchetto di misure amministrative volte ad accelerare il riconoscimento dello status di rifugiato e a facilitare l’inserimento lavorativo dei nuovi arrivati. Durante l’evento, il Ministro della Giustizia Wéllington César Lima e Silva ha sottolineato che il Brasile ospita già oltre 165.000 rifugiati riconosciuti, con un aumento di quasi il 6% solo nel 2025, e che lo scorso anno sono state presentate ulteriori 75.600 nuove domande di asilo.
Secondo il rapporto appena pubblicato “Refúgio em Números 2026”, il 52% di tutte le decisioni di primo grado è ancora concentrato negli stati settentrionali e remoti di Roraima e Amapá, dove le risorse locali sono spesso insufficienti. Per ridurre l’arretrato, il governo pubblicherà a luglio un’ordinanza che autorizza colloqui a distanza tramite una piattaforma video sicura e consente alla Polizia Federale di accettare copie digitali anziché cartacee dei documenti di supporto. Parallelamente, il Comitato Nazionale per i Rifugiati (CONARE) raddoppierà il numero delle commissioni decisionali, passando da due a quattro, in modo che i casi complessi possano essere esaminati entro 90 giorni, rispetto alla media attuale di 220 giorni.
Il ministero ha inoltre promesso di creare un help-desk multilingue all’interno dell’aeroporto di São Paulo/Guarulhos prima di Natale, per evitare il ripetersi dei disagi che lo scorso anno hanno fatto notizia, quando oltre 100 viaggiatori haitiani sono stati costretti a rimanere a bordo di un aereo per otto ore durante i controlli dei documenti. L’integrazione ha ricevuto pari attenzione: un nuovo gruppo di lavoro interministeriale mapperà le carenze del mercato del lavoro e le metterà in relazione con i profili professionali dei rifugiati riconosciuti. Le aziende che assumeranno almeno cinque rifugiati con contratti a tempo indeterminato potranno beneficiare di una temporanea riduzione dei contributi previdenziali, mentre le scuole di lingua statali riceveranno finanziamenti federali per aprire corsi serali di portoghese. La Banca Nazionale per lo Sviluppo (BNDES) amplierà inoltre la linea di microcredito per imprenditori rifugiati da R$5.000 a R$15.000.
I diplomatici presenti hanno inquadrato queste misure come parte della strategia di “soft power” del Brasile. Davide Torzilli dell’UNHCR ha evidenziato che la distanza del paese dalle principali zone di conflitto mondiali lo pone in una posizione unica per offrire rifugio sicuro, mentre la Segretaria Generale Maria Rosa Guimarães Loula ha definito l’asilo “un patrimonio economico e morale”. Tuttavia, i funzionari hanno riconosciuto le sfide persistenti: l’83% dei comuni non ha ancora programmi anti-xenofobia e meno del 15% è in grado di offrire servizi pubblici in più di una lingua.
Per i responsabili della mobilità globale, gli annunci sono rilevanti su due fronti. La maggiore rapidità nelle procedure dovrebbe ridurre l’incertezza amministrativa che spesso complica i trasferimenti intra-aziendali di rifugiati già presenti in Brasile. Nel contempo, la prevista riduzione dei contributi rende più conveniente per le multinazionali assumere talenti rifugiati localmente, offrendo un incentivo a integrare gli obiettivi di diversità nelle strategie di pianificazione della forza lavoro.
Secondo il rapporto appena pubblicato “Refúgio em Números 2026”, il 52% di tutte le decisioni di primo grado è ancora concentrato negli stati settentrionali e remoti di Roraima e Amapá, dove le risorse locali sono spesso insufficienti. Per ridurre l’arretrato, il governo pubblicherà a luglio un’ordinanza che autorizza colloqui a distanza tramite una piattaforma video sicura e consente alla Polizia Federale di accettare copie digitali anziché cartacee dei documenti di supporto. Parallelamente, il Comitato Nazionale per i Rifugiati (CONARE) raddoppierà il numero delle commissioni decisionali, passando da due a quattro, in modo che i casi complessi possano essere esaminati entro 90 giorni, rispetto alla media attuale di 220 giorni.
Il ministero ha inoltre promesso di creare un help-desk multilingue all’interno dell’aeroporto di São Paulo/Guarulhos prima di Natale, per evitare il ripetersi dei disagi che lo scorso anno hanno fatto notizia, quando oltre 100 viaggiatori haitiani sono stati costretti a rimanere a bordo di un aereo per otto ore durante i controlli dei documenti. L’integrazione ha ricevuto pari attenzione: un nuovo gruppo di lavoro interministeriale mapperà le carenze del mercato del lavoro e le metterà in relazione con i profili professionali dei rifugiati riconosciuti. Le aziende che assumeranno almeno cinque rifugiati con contratti a tempo indeterminato potranno beneficiare di una temporanea riduzione dei contributi previdenziali, mentre le scuole di lingua statali riceveranno finanziamenti federali per aprire corsi serali di portoghese. La Banca Nazionale per lo Sviluppo (BNDES) amplierà inoltre la linea di microcredito per imprenditori rifugiati da R$5.000 a R$15.000.
I diplomatici presenti hanno inquadrato queste misure come parte della strategia di “soft power” del Brasile. Davide Torzilli dell’UNHCR ha evidenziato che la distanza del paese dalle principali zone di conflitto mondiali lo pone in una posizione unica per offrire rifugio sicuro, mentre la Segretaria Generale Maria Rosa Guimarães Loula ha definito l’asilo “un patrimonio economico e morale”. Tuttavia, i funzionari hanno riconosciuto le sfide persistenti: l’83% dei comuni non ha ancora programmi anti-xenofobia e meno del 15% è in grado di offrire servizi pubblici in più di una lingua.
Per i responsabili della mobilità globale, gli annunci sono rilevanti su due fronti. La maggiore rapidità nelle procedure dovrebbe ridurre l’incertezza amministrativa che spesso complica i trasferimenti intra-aziendali di rifugiati già presenti in Brasile. Nel contempo, la prevista riduzione dei contributi rende più conveniente per le multinazionali assumere talenti rifugiati localmente, offrendo un incentivo a integrare gli obiettivi di diversità nelle strategie di pianificazione della forza lavoro.
Fonte: Brasil 247