
Il Ministero dell’Interno austriaco ha comunicato che il numero di persone che richiedono asilo nel Paese sta diminuendo a uno dei ritmi più rapidi degli ultimi dieci anni. Nel telegiornale principale di domenica a mezzogiorno (ZIB 13:00), l’ORF ha diffuso dati provvisori che mostrano un calo di “oltre il 40%” nelle richieste di asilo presentate per la prima volta nella prima metà del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo le autorità, tra gennaio e metà giugno sono state presentate poco meno di 14.000 domande, contro quasi 24.000 nella prima metà del 2025.
Il Ministro dell’Interno Gerhard Karner (ÖVP) ha attribuito questo risultato a tre fattori: l’attuazione graduale del Patto UE su Migrazione e Asilo entrato in vigore il 12 giugno, i controlli più rigorosi alle frontiere terrestri con Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria, e l’aumento costante dei voli charter di rimpatrio per i richiedenti respinti. Karner ha sottolineato che “una protezione umanitaria credibile richiede rimpatri credibili”, evidenziando che per la prima volta dal 2015 le espulsioni hanno superato le nuove richieste.
Gli avvocati delle ONG contattati dall’ORF avvertono però che il calo apparente nasconde rallentamenti procedurali. Le nuove regole del Patto per le procedure di frontiera obbligano molti richiedenti a rimanere in strutture di transito dedicate, rallentando l’iter dei casi, mentre i centri di accoglienza intorno a Vienna e in Bassa Austria sono quasi al limite della capacità.
Nel frattempo, le associazioni datoriali sollecitano il governo a garantire che i canali per lavoratori qualificati, come la Carta Rosso-Bianco-Rosso, non subiscano ritardi a causa del riallocamento delle risorse verso i controlli di frontiera. Per i responsabili della mobilità internazionale questo ha diverse implicazioni: le aziende che trasferiscono talenti extra-UE in Austria potrebbero dover affrontare tempi più lunghi per le verifiche di polizia in aeroporto e controlli documentali aggiuntivi per i lavoratori distaccati che transitano alle frontiere terrestri.
Sul lato positivo, un numero minore di arrivi spontanei potrebbe liberare alloggi a Vienna e Graz precedentemente riservati per l’accoglienza d’emergenza. I team HR sono invitati a seguire le indicazioni del nuovo portale multilingue AsyluminAustria.at, che da luglio diventerà il punto di riferimento unico per tutte le procedure legate all’asilo.
Il Ministero dell’Interno prevede di pubblicare il rapporto dettagliato di metà anno all’inizio di luglio; se la tendenza al ribasso continuerà, il governo dovrebbe lasciare scadere i controlli di frontiera “temporanei” attuali a metà giugno 2027, avvicinando l’Austria a un regime Schengen completamente senza passaporti.
Il Ministro dell’Interno Gerhard Karner (ÖVP) ha attribuito questo risultato a tre fattori: l’attuazione graduale del Patto UE su Migrazione e Asilo entrato in vigore il 12 giugno, i controlli più rigorosi alle frontiere terrestri con Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria, e l’aumento costante dei voli charter di rimpatrio per i richiedenti respinti. Karner ha sottolineato che “una protezione umanitaria credibile richiede rimpatri credibili”, evidenziando che per la prima volta dal 2015 le espulsioni hanno superato le nuove richieste.
Gli avvocati delle ONG contattati dall’ORF avvertono però che il calo apparente nasconde rallentamenti procedurali. Le nuove regole del Patto per le procedure di frontiera obbligano molti richiedenti a rimanere in strutture di transito dedicate, rallentando l’iter dei casi, mentre i centri di accoglienza intorno a Vienna e in Bassa Austria sono quasi al limite della capacità.
Nel frattempo, le associazioni datoriali sollecitano il governo a garantire che i canali per lavoratori qualificati, come la Carta Rosso-Bianco-Rosso, non subiscano ritardi a causa del riallocamento delle risorse verso i controlli di frontiera. Per i responsabili della mobilità internazionale questo ha diverse implicazioni: le aziende che trasferiscono talenti extra-UE in Austria potrebbero dover affrontare tempi più lunghi per le verifiche di polizia in aeroporto e controlli documentali aggiuntivi per i lavoratori distaccati che transitano alle frontiere terrestri.
Sul lato positivo, un numero minore di arrivi spontanei potrebbe liberare alloggi a Vienna e Graz precedentemente riservati per l’accoglienza d’emergenza. I team HR sono invitati a seguire le indicazioni del nuovo portale multilingue AsyluminAustria.at, che da luglio diventerà il punto di riferimento unico per tutte le procedure legate all’asilo.
Il Ministero dell’Interno prevede di pubblicare il rapporto dettagliato di metà anno all’inizio di luglio; se la tendenza al ribasso continuerà, il governo dovrebbe lasciare scadere i controlli di frontiera “temporanei” attuali a metà giugno 2027, avvicinando l’Austria a un regime Schengen completamente senza passaporti.
Fonte: ORF (ZIB 13:00)
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