
La Commissione Europea ha formalmente proposto di escludere gli uomini ucraini di età compresa tra 23 e 60 anni, idonei al servizio militare, dalla Direttiva sulla Protezione Temporanea (DPT) dell’UE. L’iniziativa, annunciata il 26 giugno 2026, mira a sostenere le esigenze di mobilitazione di Kiev, impedendo l’arrivo di uomini che non hanno ottenuto il permesso di lasciare l’Ucraina. L’Austria è uno dei principali paesi ospitanti per gli ucraini fuggiti dopo l’invasione russa del 2022; attualmente circa 98.000 ucraini vivono in Austria sotto la DPT. L’Ufficio federale per l’immigrazione e l’asilo di Vienna (BFA) si trova ora di fronte alla possibilità che i nuovi arrivi maschili in questa fascia d’età vengano considerati ingressi irregolari anziché persone protette. Le autorità affermano che le linee guida per i controlli dovranno essere riscritte entro poche settimane per adeguarsi alla modifica UE, e i vettori potrebbero essere invitati a negare l’imbarco ai passeggeri privi di autorizzazione all’uscita dall’Ucraina. Le ONG legali avvertono che il sistema d’asilo austriaco — già sotto pressione per gli arrivi dalla rotta balcanica — potrebbe registrare un aumento delle richieste individuali di asilo se la protezione temporanea venisse meno. Poiché la DPT garantisce un diritto immediato di soggiorno, lavoro e supporto sociale, la sua revoca potrebbe indirizzare gli uomini ucraini verso il canale d’asilo ordinario, più lento e conflittuale, aumentando arretrati e contenziosi. Per i datori di lavoro, soprattutto nei settori dell’edilizia e dell’IT dove i lavoratori ucraini si sono dimostrati preziosi, la decisione potrebbe tradursi in una riduzione dell’offerta di manodopera. I consulenti per l’immigrazione invitano le aziende ad accelerare le sponsorizzazioni per la Red-White-Red Card per il personale chiave prima dell’entrata in vigore della nuova politica. I team delle risorse umane sono inoltre sollecitati a verificare il permesso di uscita di ogni nuovo assunto ucraino per evitare violazioni involontarie della normativa sull’immigrazione. Dal punto di vista pratico dei viaggi, gli osservatori prevedono un rafforzamento dei controlli secondari negli aeroporti di Vienna (VIE) e Salisburgo (SZG) su treni e autobus in arrivo dall’Europa orientale. Il Ministero dell’Interno non esclude controlli temporanei alle frontiere con Slovacchia e Ungheria qualora cambino i flussi migratori. Per ora, le famiglie ucraine già presenti in Austria non sono interessate, ma la decisione sottolinea come eventi geopolitici possano modificare improvvisamente i diritti di mobilità anche all’interno dell’area Schengen.
Fonte: ORF.at
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