
Il 29 giugno 2026, la rivista specializzata *Travel and Tour World* ha confermato che l’Austria e altri 28 Paesi Schengen hanno completamente abbandonato il timbro manuale sul passaporto, adottando il sistema biometrico europeo di ingresso/uscita (EES). Questa novità implica che ogni viaggiatore non appartenente all’UE che entra o esce dall’area Schengen per soggiorni brevi deve ora sottoporsi a scansione del passaporto, acquisizione dell’immagine facciale e rilevamento delle impronte digitali, con una validità di 36 mesi. I dati vengono archiviati in un database centrale dell’UE, accessibile alle forze di frontiera e, in condizioni rigorose, alle autorità di polizia.
Negli aeroporti austriaci, in particolare Vienna International e Salisburgo, l’EES è già operativo a tutti i varchi non Schengen. Le compagnie aeree devono garantire che i passeggeri si registrino per la prima volta a un banco assistito o a un chiosco self-service prima di poter utilizzare i varchi elettronici (eGates) nei viaggi successivi. Gli operatori segnalano che la prima registrazione richiede 90-120 secondi, contro i 20-30 secondi per gli utenti abituali, un fattore che i responsabili dei viaggi aziendali devono considerare nei tempi di connessione.
L’articolo guarda anche al futuro con il Sistema europeo di informazione e autorizzazione per i viaggi (ETIAS), previsto per l’ultimo trimestre del 2026. A differenza dell’EES, l’ETIAS è un’autorizzazione preventiva obbligatoria per i cittadini esenti da visto, simile all’ESTA statunitense, con un costo di 20 euro e validità triennale. Una volta attivo, i vettori che trasporteranno passeggeri senza ETIAS approvato verso l’Austria saranno soggetti a responsabilità di “no-fly”.
Dal punto di vista della conformità, le aziende austriache che invitano regolarmente clienti, revisori o tirocinanti non UE dovranno aggiornare le lettere di invito e le checklist pre-viaggio. I dipartimenti HR dovrebbero preparare pacchetti informativi per spiegare la differenza tra la registrazione EES (al confine) e l’approvazione ETIAS (prima della partenza), per evitare imbarcazioni negate all’ultimo momento.
A livello di settore, i fornitori di tecnologie per il turismo stanno accelerando l’integrazione dei controlli di stato EES negli strumenti di prenotazione online e nelle piattaforme di duty of care. I primi ad adottare queste soluzioni potrebbero ottenere un vantaggio competitivo offrendo avvisi automatici quando i visitatori abituali si avvicinano al limite di 90 giorni, che l’EES monitorerà ora con precisione in tutta l’area Schengen.
Negli aeroporti austriaci, in particolare Vienna International e Salisburgo, l’EES è già operativo a tutti i varchi non Schengen. Le compagnie aeree devono garantire che i passeggeri si registrino per la prima volta a un banco assistito o a un chiosco self-service prima di poter utilizzare i varchi elettronici (eGates) nei viaggi successivi. Gli operatori segnalano che la prima registrazione richiede 90-120 secondi, contro i 20-30 secondi per gli utenti abituali, un fattore che i responsabili dei viaggi aziendali devono considerare nei tempi di connessione.
L’articolo guarda anche al futuro con il Sistema europeo di informazione e autorizzazione per i viaggi (ETIAS), previsto per l’ultimo trimestre del 2026. A differenza dell’EES, l’ETIAS è un’autorizzazione preventiva obbligatoria per i cittadini esenti da visto, simile all’ESTA statunitense, con un costo di 20 euro e validità triennale. Una volta attivo, i vettori che trasporteranno passeggeri senza ETIAS approvato verso l’Austria saranno soggetti a responsabilità di “no-fly”.
Dal punto di vista della conformità, le aziende austriache che invitano regolarmente clienti, revisori o tirocinanti non UE dovranno aggiornare le lettere di invito e le checklist pre-viaggio. I dipartimenti HR dovrebbero preparare pacchetti informativi per spiegare la differenza tra la registrazione EES (al confine) e l’approvazione ETIAS (prima della partenza), per evitare imbarcazioni negate all’ultimo momento.
A livello di settore, i fornitori di tecnologie per il turismo stanno accelerando l’integrazione dei controlli di stato EES negli strumenti di prenotazione online e nelle piattaforme di duty of care. I primi ad adottare queste soluzioni potrebbero ottenere un vantaggio competitivo offrendo avvisi automatici quando i visitatori abituali si avvicinano al limite di 90 giorni, che l’EES monitorerà ora con precisione in tutta l’area Schengen.
Fonte: Travel and Tour World