
In una sentenza molto attesa emessa l’8 luglio 2026, la Corte Suprema spagnola (Tribunal Supremo) ha messo per ora fine ai tentativi legali di bloccare il programma straordinario di regolarizzazione dei migranti irregolari promosso dal governo. La sezione amministrativa ha rifiutato di sottoporre una questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) e ha nuovamente respinto le richieste di sospendere il piano, mentre diverse regioni e gruppi della società civile lo contestano. La regolarizzazione, introdotta con decreto reale il 14 aprile, consente ai cittadini di paesi terzi che vivono in Spagna in situazione irregolare da lungo tempo di ottenere permessi di soggiorno e lavoro, a condizione che soddisfino criteri di base. Governi regionali conservatori e organizzazioni anti-immigrazione sostenevano che la misura fosse in contrasto con il Patto UE su Migrazione e Asilo del 2024 e che quindi dovesse essere valutata dalla CGUE. La Corte Suprema ha invece rigettato questa tesi, sottolineando che il decreto stabilisce un quadro normativo generale e non attribuisce diritti individuali, per cui non è necessario un rinvio alla giustizia europea in questa fase. Nella decisione di 40 pagine, i giudici hanno evidenziato l’“interesse pubblico qualificato” nell’integrare i residenti di lungo periodo nell’economia formale e nel sistema di sicurezza sociale. Hanno richiamato benefici in termini di diritti umani, demografia e finanze pubbliche, come maggiori entrate fiscali e riduzione dello sfruttamento lavorativo, osservando che sospendere il programma prolungherebbe lo status irregolare dei migranti danneggiando sia i lavoratori sia i datori di lavoro che dipendono dalla loro manodopera. Sono state inoltre respinte le accuse secondo cui modifiche immediate nei registri anagrafici causerebbero danni irreversibili ai ricorrenti, in quanto non sono state presentate prove convincenti. Per i responsabili della mobilità globale, la sentenza mantiene aperta una via fondamentale per migliaia di lavoratori stranieri già presenti in Spagna ma privi di documenti. Le aziende con grandi contingenti di lavoratori stagionali, soprattutto nei settori agricolo, edilizio e dell’assistenza domestica, possono continuare a sponsorizzare i dipendenti idonei senza temere blocchi legali. Tuttavia, il contenzioso in corso impone ai team di compliance di monitorare eventuali ulteriori ricorsi e di preparare con cura la documentazione di idoneità. Praticamente, i migranti interessati devono presentare domanda tramite la piattaforma digitale spagnola Mercurio, dimostrando presenza continuativa, fedina penale pulita e, se previsto, un’offerta di lavoro. Si prevede un forte aumento delle domande durante l’estate; le autorità hanno già riassegnato personale per evitare rallentamenti. I consulenti raccomandano di avviare le pratiche con anticipo, assicurarsi che la copertura assicurativa sanitaria sia aggiornata e prepararsi a tempi di attesa più lunghi negli uffici immigrazione regionali a causa della maggiore domanda.
Fonte: Europa Press
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