
La polizia cipriota e il Servizio Immigrazione hanno condotto operazioni coordinate all’alba l’8 luglio nei quartieri Mackenzie di Larnaca e nella zona turistica di Pafos, arrestando 52 cittadini di paesi terzi per presunto soggiorno irregolare e lavoro non autorizzato. Ventiquattro dei fermati sono stati immediatamente trasferiti all’aeroporto di Larnaca per il rimpatrio nello stesso giorno, mentre per gli altri sono stati aperti fascicoli in attesa di espulsione.
Le retate fanno parte di una strategia più ampia promossa dal Vice Ministro per la Migrazione Nicholas Ioannides, che ha promesso di “ripristinare la credibilità” del sistema migratorio cipriota intensificando i controlli su migranti e datori di lavoro. Negli ultimi sei mesi, le unità anti-tratta hanno ispezionato oltre 1.200 luoghi di lavoro, dalle aziende agricole alle cucine degli hotel, comminando multe per 2 milioni di euro a chi assume senza permessi.
Il messaggio per le imprese è chiaro: verificare che tutto il personale straniero – camerieri stagionali, operai edili o collaboratori domestici – possieda i permessi di soggiorno e lavoro corretti. I datori di lavoro che impiegano migranti irregolari rischiano multe fino a 8.000 euro per lavoratore, oneri previdenziali retroattivi e possibili ordini di chiusura. I consulenti per la mobilità devono controllare i contratti con i fornitori e assicurarsi che le agenzie di lavoro temporaneo forniscano copie aggiornate dei permessi per ogni assegnato.
Le ONG hanno criticato le misure severe, avvertendo che le espulsioni rapide possono compromettere il diritto di ricorso e separare le famiglie. Le autorità governative replicano che i rimpatri accelerati liberano spazi nei centri di accoglienza e scoraggiano i trafficanti che pubblicizzano Cipro come una porta facile per l’Europa. Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE sui Rimpatri prevista per il prossimo anno, si prevedono blitz simili, rendendo la conformità documentale fondamentale per i datori di lavoro ciprioti quanto la dichiarazione fiscale.
Le retate fanno parte di una strategia più ampia promossa dal Vice Ministro per la Migrazione Nicholas Ioannides, che ha promesso di “ripristinare la credibilità” del sistema migratorio cipriota intensificando i controlli su migranti e datori di lavoro. Negli ultimi sei mesi, le unità anti-tratta hanno ispezionato oltre 1.200 luoghi di lavoro, dalle aziende agricole alle cucine degli hotel, comminando multe per 2 milioni di euro a chi assume senza permessi.
Il messaggio per le imprese è chiaro: verificare che tutto il personale straniero – camerieri stagionali, operai edili o collaboratori domestici – possieda i permessi di soggiorno e lavoro corretti. I datori di lavoro che impiegano migranti irregolari rischiano multe fino a 8.000 euro per lavoratore, oneri previdenziali retroattivi e possibili ordini di chiusura. I consulenti per la mobilità devono controllare i contratti con i fornitori e assicurarsi che le agenzie di lavoro temporaneo forniscano copie aggiornate dei permessi per ogni assegnato.
Le ONG hanno criticato le misure severe, avvertendo che le espulsioni rapide possono compromettere il diritto di ricorso e separare le famiglie. Le autorità governative replicano che i rimpatri accelerati liberano spazi nei centri di accoglienza e scoraggiano i trafficanti che pubblicizzano Cipro come una porta facile per l’Europa. Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE sui Rimpatri prevista per il prossimo anno, si prevedono blitz simili, rendendo la conformità documentale fondamentale per i datori di lavoro ciprioti quanto la dichiarazione fiscale.
Fonte: Cyprus Mail
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