
L’aeroporto internazionale di Larnaca, principale porta d’ingresso dell’isola per i viaggiatori d’affari, è stato messo in crisi giovedì pomeriggio (9 luglio 2026) da uno sciopero generale nazionale che ha coinvolto i servizi di terra, la sicurezza e il supporto al traffico aereo. L’operatore aeroportuale Hermes Airports ha confermato che, nel momento di massima agitazione, 20 voli in partenza e arrivo sono stati riprogrammati tra le 14:00 e le 16:30, costringendo le compagnie a comprimere un normale programma di sei ore in una finestra di sole due ore. Le corsie del check-in, i controlli di sicurezza e i banchi passaporti sono rapidamente diventati punti critici, con code che si estendevano per tutta la zona partenze; alcuni passeggeri hanno dichiarato ai media locali di temere di perdere i collegamenti a lungo raggio verso il Golfo e Londra.
Nonostante lo sciopero sia durato solo tre ore, l’effetto a catena sui limiti di orario di servizio degli equipaggi ha causato ritardi fino a quattro ore per le partenze serali, complicando la pianificazione dei turni per compagnie come Cyprus Airways, Wizz Air ed Emirates, che utilizzano l’isola come punto di sosta notturna per gli equipaggi. Hermes ha comunicato che le operazioni sono tornate alla normalità entro le 19:00, ma le associazioni di categoria hanno avvertito che ulteriori azioni sindacali legate alle controversie salariali in corso presso l’Ente Elettrico di Cipro (EAC) potrebbero coincidere con il picco di traffico delle vacanze di metà luglio.
Per le multinazionali che hanno team regionali o data center sull’isola, l’episodio rappresenta un monito sulla dipendenza di Cipro da soli due aeroporti commerciali. I piani di emergenza per i viaggiatori d’affari dovrebbero quindi prevedere finestre di collegamento più ampie in hub come Atene o Dubai, prenotazioni alberghiere flessibili a Larnaca e Pafos, e contatti aggiornati con i fornitori locali di mobilità in caso di cambiamenti improvvisi negli orari.
Lo sciopero solleva inoltre questioni di conformità per i lavoratori distaccati e assegnati il cui permesso di soggiorno senza visto di 90 giorni a Cipro (per cittadini non UE) si calcola in giorni di calendario e non lavorativi: un volo posticipato conta comunque ai fini del limite. I responsabili della mobilità globale dovrebbero verificare il rischio di sanzioni per chi supera i termini e assicurarsi che eventuali proroghe d’emergenza vengano presentate tempestivamente al Dipartimento Migrazione in caso di ulteriori scioperi.
Guardando al futuro, il ministero del lavoro ha convocato per la prossima settimana un tavolo di mediazione tra sindacati e datori di lavoro. In assenza di un accordo, i sindacati hanno minacciato scioperi a rotazione di 24 ore. Le aziende con movimenti di personale critici a fine luglio dovrebbero preparare percorsi alternativi via Pafos o opzioni charter attraverso le Aree di Base Sovrane Britanniche, esenti dalle controversie sindacali cipriote.
Nonostante lo sciopero sia durato solo tre ore, l’effetto a catena sui limiti di orario di servizio degli equipaggi ha causato ritardi fino a quattro ore per le partenze serali, complicando la pianificazione dei turni per compagnie come Cyprus Airways, Wizz Air ed Emirates, che utilizzano l’isola come punto di sosta notturna per gli equipaggi. Hermes ha comunicato che le operazioni sono tornate alla normalità entro le 19:00, ma le associazioni di categoria hanno avvertito che ulteriori azioni sindacali legate alle controversie salariali in corso presso l’Ente Elettrico di Cipro (EAC) potrebbero coincidere con il picco di traffico delle vacanze di metà luglio.
Per le multinazionali che hanno team regionali o data center sull’isola, l’episodio rappresenta un monito sulla dipendenza di Cipro da soli due aeroporti commerciali. I piani di emergenza per i viaggiatori d’affari dovrebbero quindi prevedere finestre di collegamento più ampie in hub come Atene o Dubai, prenotazioni alberghiere flessibili a Larnaca e Pafos, e contatti aggiornati con i fornitori locali di mobilità in caso di cambiamenti improvvisi negli orari.
Lo sciopero solleva inoltre questioni di conformità per i lavoratori distaccati e assegnati il cui permesso di soggiorno senza visto di 90 giorni a Cipro (per cittadini non UE) si calcola in giorni di calendario e non lavorativi: un volo posticipato conta comunque ai fini del limite. I responsabili della mobilità globale dovrebbero verificare il rischio di sanzioni per chi supera i termini e assicurarsi che eventuali proroghe d’emergenza vengano presentate tempestivamente al Dipartimento Migrazione in caso di ulteriori scioperi.
Guardando al futuro, il ministero del lavoro ha convocato per la prossima settimana un tavolo di mediazione tra sindacati e datori di lavoro. In assenza di un accordo, i sindacati hanno minacciato scioperi a rotazione di 24 ore. Le aziende con movimenti di personale critici a fine luglio dovrebbero preparare percorsi alternativi via Pafos o opzioni charter attraverso le Aree di Base Sovrane Britanniche, esenti dalle controversie sindacali cipriote.
Fonte: Philenews
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