
Dopo quasi mezzo secolo in cui i viaggiatori compilavano penne e spuntavano caselle a 11.500 metri di quota, l’Australia sta finalmente abbandonando la scheda cartacea arancione e bianca per i passeggeri in arrivo (Incoming Passenger Card, IPC). In un annuncio pubblicato il 15 luglio 2026, il Governo Federale ha confermato che la Dichiarazione di Viaggio Digitale Australiana (Australia Travel Declaration, ATD) sostituirà la scheda cartacea in tutti gli aeroporti e porti internazionali entro i prossimi 12-18 mesi.
La decisione segue un progetto pilota biennale con Qantas su voli selezionati verso Sydney, Brisbane e Melbourne, dove oltre 450.000 passeggeri hanno completato l’ATD tramite app o modulo web. Le autorità sottolineano che la sperimentazione ha dimostrato una gestione più rapida alle frontiere, dati pre-arrivo più dettagliati per la biosicurezza e i controlli di sicurezza, oltre a un alto grado di soddisfazione tra i viaggiatori.
L’implementazione nazionale del sistema costerà 56,1 milioni di dollari australiani in quattro anni, finanziando nuovi dispositivi e-gate, strumenti di valutazione del rischio back-end e la co-progettazione con le compagnie aeree per l’integrazione nelle app. Perth e Adelaide entreranno nella fase di prova entro la fine del 2026, seguite da un’espansione graduale verso Cairns, Darwin e altri scali minori.
Per i viaggiatori business e le aziende, il cambiamento promette code più brevi, la possibilità di precompilare i profili dei viaggiatori frequenti e aggiornamenti quasi in tempo reale in caso di modifiche normative, fondamentali durante focolai di biosicurezza o crisi geopolitiche. I responsabili dei viaggi avranno una visibilità anticipata sugli itinerari dei dipendenti e potenziali segnali di non conformità.
Compagnie aeree e aeroporti prevedono meno coincidenze perse e trasferimenti più fluidi, grazie a un passaggio più rapido al controllo di frontiera. L’Australia si unisce a Singapore, Nuova Zelanda e Giappone nell’eliminazione dei moduli cartacei di arrivo, confermando una tendenza regionale verso frontiere contactless e ricche di dati.
Il Dipartimento degli Affari Interni afferma che l’ATD sarà la base per un futuro “viaggio senza token” biometrico, dove volto o impronta digitale sostituiranno completamente i documenti fisici.
La decisione segue un progetto pilota biennale con Qantas su voli selezionati verso Sydney, Brisbane e Melbourne, dove oltre 450.000 passeggeri hanno completato l’ATD tramite app o modulo web. Le autorità sottolineano che la sperimentazione ha dimostrato una gestione più rapida alle frontiere, dati pre-arrivo più dettagliati per la biosicurezza e i controlli di sicurezza, oltre a un alto grado di soddisfazione tra i viaggiatori.
L’implementazione nazionale del sistema costerà 56,1 milioni di dollari australiani in quattro anni, finanziando nuovi dispositivi e-gate, strumenti di valutazione del rischio back-end e la co-progettazione con le compagnie aeree per l’integrazione nelle app. Perth e Adelaide entreranno nella fase di prova entro la fine del 2026, seguite da un’espansione graduale verso Cairns, Darwin e altri scali minori.
Per i viaggiatori business e le aziende, il cambiamento promette code più brevi, la possibilità di precompilare i profili dei viaggiatori frequenti e aggiornamenti quasi in tempo reale in caso di modifiche normative, fondamentali durante focolai di biosicurezza o crisi geopolitiche. I responsabili dei viaggi avranno una visibilità anticipata sugli itinerari dei dipendenti e potenziali segnali di non conformità.
Compagnie aeree e aeroporti prevedono meno coincidenze perse e trasferimenti più fluidi, grazie a un passaggio più rapido al controllo di frontiera. L’Australia si unisce a Singapore, Nuova Zelanda e Giappone nell’eliminazione dei moduli cartacei di arrivo, confermando una tendenza regionale verso frontiere contactless e ricche di dati.
Il Dipartimento degli Affari Interni afferma che l’ATD sarà la base per un futuro “viaggio senza token” biometrico, dove volto o impronta digitale sostituiranno completamente i documenti fisici.
Fonte: The West Australian