
Frontex ha reso noti il 16 luglio i risultati dell’operazione congiunta “Pirates 4”, una vasta azione di controllo alle frontiere svolta dal 15 al 26 giugno nei punti di ingresso esterni dell’Europa. Le autorità di 12 Stati membri dell’UE – tra cui il Belgio – insieme a Serbia, Ucraina e Regno Unito, hanno sequestrato oltre 1,7 milioni di articoli contraffatti o non dichiarati, per un valore stimato di 17,4 milioni di euro. I sequestri hanno riguardato farmaci, sigarette elettroniche, armi da fuoco, oro e esemplari rari di fauna selvatica.
Il servizio doganale belga ha impiegato agenti nell’area cargo dell’aeroporto di Bruxelles e nel porto di Zeebrugge, concentrandosi su container ad alto rischio segnalati dal sistema europeo Import Control System 2. L’operazione ha portato a 11 rifiuti di ingresso ai controlli belgi, al rilevamento di due documenti di viaggio falsificati e al recupero di 68.000 prodotti di lusso contraffatti destinati al mercato grigio di Anversa, secondo quanto riportato da un funzionario di alto livello alla stampa nazionale.
L’azione evidenzia il crescente legame tra i reati di proprietà intellettuale e la mobilità transfrontaliera. Le reti di contraffazione spesso si avvalgono di corrieri senza visto o passeggeri con visti turistici Schengen per trasportare personalmente articoli di alto valore negli aeroporti. I team di controllo della mobilità devono quindi prepararsi a controlli più rigorosi sui bagagli in arrivo in Europa e consigliare ai dipendenti in viaggio di prevedere tempi supplementari alle dogane.
Per le aziende che importano merci legittime, l’operazione è un monito a mantenere una documentazione impeccabile. Le dogane belghe hanno utilizzato la piattaforma BE-Gate per accelerare la gestione dei pacchi e-commerce conformi; le spedizioni prive di fatture dettagliate o certificati di origine hanno subito ritardi fino a 72 ore.
Frontex ha annunciato che sono in corso indagini successive, con Europol che coordina lo scambio di informazioni sulle reti criminali coinvolte. Sono inoltre previsti controlli mirati aggiuntivi per il picco natalizio, che potrebbero influire sulla capacità di carico aereo e sui tempi di sdoganamento a Bruxelles e Liegi.
Il servizio doganale belga ha impiegato agenti nell’area cargo dell’aeroporto di Bruxelles e nel porto di Zeebrugge, concentrandosi su container ad alto rischio segnalati dal sistema europeo Import Control System 2. L’operazione ha portato a 11 rifiuti di ingresso ai controlli belgi, al rilevamento di due documenti di viaggio falsificati e al recupero di 68.000 prodotti di lusso contraffatti destinati al mercato grigio di Anversa, secondo quanto riportato da un funzionario di alto livello alla stampa nazionale.
L’azione evidenzia il crescente legame tra i reati di proprietà intellettuale e la mobilità transfrontaliera. Le reti di contraffazione spesso si avvalgono di corrieri senza visto o passeggeri con visti turistici Schengen per trasportare personalmente articoli di alto valore negli aeroporti. I team di controllo della mobilità devono quindi prepararsi a controlli più rigorosi sui bagagli in arrivo in Europa e consigliare ai dipendenti in viaggio di prevedere tempi supplementari alle dogane.
Per le aziende che importano merci legittime, l’operazione è un monito a mantenere una documentazione impeccabile. Le dogane belghe hanno utilizzato la piattaforma BE-Gate per accelerare la gestione dei pacchi e-commerce conformi; le spedizioni prive di fatture dettagliate o certificati di origine hanno subito ritardi fino a 72 ore.
Frontex ha annunciato che sono in corso indagini successive, con Europol che coordina lo scambio di informazioni sulle reti criminali coinvolte. Sono inoltre previsti controlli mirati aggiuntivi per il picco natalizio, che potrebbero influire sulla capacità di carico aereo e sui tempi di sdoganamento a Bruxelles e Liegi.
Fonte: 2EU Brussels
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