
Il Bundestag ha approvato la prima revisione della legge sulla Polizia Federale dal 1994, conferendo agli agenti ampi nuovi poteri per utilizzare il riconoscimento facciale basato sull’intelligenza artificiale, software di rilevamento comportamentale e contromisure anti-drone ai confini esterni e interni della Germania. Pubblicata il 16 luglio da Deutsche Welle, la legge abbassa anche la soglia per la detenzione dei migranti soggetti a espulsione e consente controlli più estesi su treni e autostrade diretti verso i Paesi confinanti. I sostenitori all’interno della coalizione di governo CDU–SPD ritengono che l’aggiornamento sia fondamentale per affrontare le minacce alla sicurezza moderna, dai network di trafficanti di persone alle attività illecite di droni attorno a aeroporti come Francoforte e Monaco. I sindacati di polizia hanno accolto positivamente la misura, sottolineando che l’automazione potrebbe liberare risorse umane durante i picchi delle vacanze, quando i controlli temporanei alle frontiere mettono a dura prova il personale. Tuttavia, i gruppi per le libertà civili hanno lanciato l’allarme per un “cambiamento di paradigma verso la sorveglianza di massa”. Amnesty International Germania ha evidenziato il rischio di profilazione razziale legato all’analisi comportamentale, mentre le ONG per i diritti digitali hanno annunciato l’intenzione di impugnare diverse clausole davanti alla Corte Costituzionale. Gli esperti legali ricordano che una sentenza del 2016 aveva già costretto il governo a ridimensionare le norme precedenti sull’intercettazione delle telecomunicazioni, preannunciando un’altra lunga battaglia giudiziaria. Per le aziende multinazionali le conseguenze sono immediate: i viaggiatori d’affari dovranno aspettarsi controlli d’identità più frequenti e la possibile raccolta di dati biometrici nei principali snodi. I team di sicurezza aziendale dovrebbero rivedere le informative sulla privacy emesse dagli operatori di trasporto e assicurarsi che i lavoratori distaccati abbiano documenti di identità conformi. I datori di lavoro che trasferiscono personale all’estero dovrebbero inoltre monitorare come i poteri ampliati di detenzione influenzino i tempi per i ricorsi contro i permessi di soggiorno respinti.
Fonte: Deutsche Welle
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