
Il Commissario europeo per la Migrazione, Markus Brunner, ha utilizzato una conferenza stampa a Bruxelles questa mattina (16 luglio 2026) per invitare Berlino a revocare i controlli temporanei reintrodotti ai confini terrestri con Austria, Repubblica Ceca, Polonia e Svizzera. Il commissario ha sottolineato che la base giuridica nel Codice delle Frontiere di Schengen è pensata per emergenze a breve termine, mentre la Germania ha rinnovato questa misura ripetutamente dal 2015. Brunner ha argomentato che la combinazione di un calo netto degli ingressi irregolari e l’entrata in vigore del nuovo Sistema Europeo Comune di Asilo (SECA) rende ormai superata la giustificazione di sicurezza per i controlli sistematici. Secondo le statistiche della Polizia Federale, le rilevazioni di ingressi non autorizzati al confine sud sono diminuite del 38% nella prima metà del 2026. Contemporaneamente, le norme UE sull’asilo obbligano ora lo Stato di primo ingresso a registrare biometricamente i migranti e ad accelerare le procedure di rimpatrio, riducendo i cosiddetti “movimenti secondari” che Berlino ha a lungo indicato come motivo di preoccupazione. Il commissario ha avvertito che mantenere i posti di controllo durante il picco della stagione turistica rischia di causare code di chilometri lungo i corridoi A8, A3 e A93. Il club automobilistico ADAC prevede fino a 16 milioni di viaggi transfrontalieri per motivi di svago nel periodo di tre settimane dal 19 luglio all’11 agosto; ritardi superiori a due ore comprometterebbero le catene di approvvigionamento e i servizi navetta aziendali in Baviera e Baden-Württemberg. Il Ministro dell’Interno tedesco Jens Spahn (CDU) ha reagito con cautela, dichiarando che il governo “valuterà i dati”, ma la pressione politica interna cresce. Martin Schulz (SPD) ha avvertito che i controlli danneggiano la reputazione della Germania nel Mercato Unico, mentre associazioni imprenditoriali come la DIHK stimano costi annuali per gli esportatori pari a 180 milioni di euro in straordinari per autisti e slot di consegna mancati. Per il personale globalmente mobile, il consiglio pratico è di aggiungere almeno 60–90 minuti ai tempi di trasferimento su strada verso la Germania e di portare sempre con sé il passaporto anche per viaggi intra-UE. Le aziende che ruotano regolarmente tecnici da Austria o Repubblica Ceca dovrebbero considerare alternative ferroviarie come Railjet o il servizio ICE Praga–Monaco, non soggetti a controlli fissi.
Fonte: Tagesschau
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