
Nuovi dati diffusi dal Ministero dell’Interno il 16 luglio mostrano che tra il 1° gennaio e il 15 luglio 2026 sono entrati in Spagna irregolarmente 14.479 migranti, con un calo del 24,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli sbarchi via mare lungo le rotte atlantica e mediterranea sono diminuiti drasticamente dopo che il Marocco ha intensificato i controlli costieri, finanziati dai fondi UE per la gestione delle frontiere. Le Isole Canarie hanno registrato 5.732 arrivi via barca (-41%), mentre la rotta del Mar di Alborán ha subito un calo ancora più marcato. Tuttavia, questo successo generale nasconde un’impennata significativa in un punto critico: gli attraversamenti terrestri nell’enclave nordafricana di Ceuta sono aumentati del 149%, raggiungendo 1.003 persone. Le guardie di frontiera attribuiscono questo aumento a nuove tattiche di contrabbando che sfruttano le falle nella doppia recinzione rinforzata e l’uso di scale gonfiabili. In risposta, la Spagna ha trasferito 120 agenti della Guardia Civil dal continente e ha accelerato i contratti per la sorveglianza con droni, per un valore di 6 milioni di euro. Dal punto di vista della mobilità aziendale, questi numeri influenzano i carichi di lavoro negli uffici stranieri e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo in Andalusia e Madrid, dove molti migranti richiedono poi l’autorizzazione al lavoro. La riduzione della pressione marittima si traduce in code più brevi per i colloqui d’asilo nelle Canarie, una buona notizia per i datori di lavoro del settore turistico che spesso condividono risorse con la polizia locale, mentre i consulenti HR a Ceuta segnalano ritardi nell’ottenimento del numero fiscale NIE fino all’arrivo di nuovo personale. Gli analisti politici sottolineano che il calo rafforza la posizione di Madrid a Bruxelles per ottenere una riduzione della quota di solidarietà e ricollocamento prevista dal nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo, che la Spagna ha iniziato a implementare questo mese. Tuttavia, le ONG avvertono che il successo in mare potrebbe spostare i flussi verso le vie terrestri, a meno che non si intervenga sulle cause strutturali nei paesi di origine. Le aziende che trasferiscono espatriati nei parchi industriali costieri dell’Andalusia dovrebbero monitorare attentamente le dinamiche del mercato del lavoro locale: meno arrivi spontanei potrebbero restringere la disponibilità di lavoratori occasionali proprio nel momento in cui i progetti di ampliamento portuale stanno accelerando.
Fonte: Europa Press
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