
La direzione immigrazione della Polizia Nazionale spagnola ha comunicato ai legislatori di aspettarsi “circa tre milioni” di domande nell’ambito del programma straordinario di regolarizzazione del paese, secondo un rapporto di IMI Daily pubblicato il 16 luglio. Il piano di massa—approvato dal Decreto Reale 316/2026—consente ai cittadini non appartenenti all’UE che risiedevano già in Spagna prima del 1° gennaio 2026 di ottenere un permesso di soggiorno di un anno per motivi umanitari, con la possibilità di ottenere un’autorizzazione di lavoro rinnovabile dopo 12 mesi. Dall’apertura del portale online ad aprile, sono state ricevute circa 1,2 milioni di pre-registrazioni, di cui 710.000 pratiche sono state caricate nel sistema di gestione MerCURIO. I sindacati di polizia avvertono che altri 500.000 dossier cartacei sono ancora negli uffici provinciali in attesa di digitalizzazione, con il rischio di accumuli proprio mentre la stagione turistica estiva distoglie il personale verso i posti di frontiera aeroportuali. Per i datori di lavoro il programma rappresenta sia un’opportunità che una sfida. Settori già in carenza di manodopera—come ospitalità, edilizia, agroalimentare e assistenza domestica—potrebbero attingere a un vasto bacino di lavoratori precedentemente irregolari. Tuttavia, le aziende dovranno accelerare i controlli di conformità: una volta ottenuta la carta di soggiorno TIE, i richiedenti saranno soggetti a verifiche standard su sicurezza sociale e rischi professionali. Le società di consulenza raccomandano ai team HR aziendali di prevedere tempi supplementari per la timbratura dei contratti e di aggiornare i software paghe per gestire i numeri di sicurezza sociale retroattivi. Le ONG accolgono con favore la domanda prevista come prova che la misura risponde a un bisogno reale: in Spagna si stima la presenza di 500.000 migranti irregolari arrivati prima della pandemia di COVID-19 e altri 300.000 con casi di asilo ancora irrisolti. Tuttavia, la capacità amministrativa resta un problema. Il sindacato CSIF del pubblico impiego segnala che l’ufficio stranieri principale di Madrid conta solo 420 agenti, ciascuno con oltre 5.000 pratiche pendenti. I Ministeri dell’Interno e dell’Inclusione hanno promesso di riassegnare 600 agenti in pensione con contratti a breve termine e di esternalizzare l’inserimento dati a fornitori privati. Le domande devono essere presentate entro il 30 settembre 2026, con prova di soggiorno continuativo e superamento del controllo del casellario giudiziale. Gli avvocati sottolineano che chi ha superato il permesso e ha lasciato la Spagna durante le vacanze natalizie del 2025 potrebbe vedersi respingere la domanda per mancanza di continuità, quindi sarà fondamentale fornire documentazione accurata—bollette, certificati scolastici e iscrizioni a centri sanitari.
Fonte: IMI Daily
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