
Viaggiatori ed espatriati in Australia che sperano di rinnovare il passaporto indiano o ottenere visti per l’India si trovano ora in un’impasse amministrativa dopo che VFS Global ha sospeso le nuove domande dal 1° luglio 2026. Questa decisione segue la sentenza del Tribunale Superiore di Delhi del 15 luglio, confermata dalla Corte Suprema, che ha annullato la gara d’appalto del Ministero degli Affari Esteri (MEA) per l’esternalizzazione dei servizi in quattro giurisdizioni, tra cui Canberra.
Un dettagliato reportage di Bloomberg su The Economic Times del 20 luglio 2026 rivela che l’Alta Commissione Indiana a Canberra ha ordinato a VFS di sospendere i servizi in attesa di nuovi accordi contrattuali, lasciando migliaia di richiedenti in una situazione di stallo. Per gli indiani residenti in Australia, le conseguenze sono immediate: il rinnovo dei passaporti, i certificati di buona condotta e le attestazioni consolari sono ritardati o richiedono costosi viaggi in India.
Un residente di Sydney citato nell’articolo ha scelto di volare a Delhi per ottenere un certificato di polizia accelerato, necessario per rispettare una scadenza per la residenza permanente, spendendo 2.800 dollari australiani per biglietti last minute. Anche le aziende australiane che inviano regolarmente personale in India per progetti segnalano rinvii dei viaggi fino alla ripresa dell’elaborazione dei visti.
Questa interruzione mette in luce la forte dipendenza dei programmi di mobilità globale dai centri di elaborazione visti esternalizzati. Sotto il precedente contratto, VFS gestiva quasi 300.000 pratiche consolari indiane all’anno in Australia. A meno che il MEA non autorizzi l’Alta Commissione a riprendere l’elaborazione interna o non definisca rapidamente un subappaltatore temporaneo, i ritardi potrebbero accumularsi proprio nel periodo di picco dei viaggi.
I datori di lavoro sono invitati a consigliare ai dipendenti coinvolti di (a) controllare quotidianamente il sito web dell’Alta Commissione per eventuali slot di appuntamenti d’emergenza, (b) verificare l’idoneità all’‘e-Visa’ per brevi visite di lavoro, e (c) mantenere una validità del passaporto di almeno sei mesi per evitare viaggi obbligati. Le organizzazioni che gestiscono assunzioni di neolaureati in India dovrebbero inoltre prevedere possibili ritardi nell’inserimento se i candidati australiani non riuscissero a ottenere i visti d’ingresso in tempo.
Quando verranno emessi i nuovi bandi — probabilmente entro il termine di tre mesi stabilito dalla Corte Suprema — i partecipanti dovranno dimostrare piani di continuità operativa resilienti e metriche di trasparenza più chiare per evitare il ripetersi del caos attuale.
Questo episodio rappresenta un caso emblematico del perché i contratti di esternalizzazione consolare non siano più semplici accordi di back-office, ma infrastrutture strategiche fondamentali per il commercio globale.
Un dettagliato reportage di Bloomberg su The Economic Times del 20 luglio 2026 rivela che l’Alta Commissione Indiana a Canberra ha ordinato a VFS di sospendere i servizi in attesa di nuovi accordi contrattuali, lasciando migliaia di richiedenti in una situazione di stallo. Per gli indiani residenti in Australia, le conseguenze sono immediate: il rinnovo dei passaporti, i certificati di buona condotta e le attestazioni consolari sono ritardati o richiedono costosi viaggi in India.
Un residente di Sydney citato nell’articolo ha scelto di volare a Delhi per ottenere un certificato di polizia accelerato, necessario per rispettare una scadenza per la residenza permanente, spendendo 2.800 dollari australiani per biglietti last minute. Anche le aziende australiane che inviano regolarmente personale in India per progetti segnalano rinvii dei viaggi fino alla ripresa dell’elaborazione dei visti.
Questa interruzione mette in luce la forte dipendenza dei programmi di mobilità globale dai centri di elaborazione visti esternalizzati. Sotto il precedente contratto, VFS gestiva quasi 300.000 pratiche consolari indiane all’anno in Australia. A meno che il MEA non autorizzi l’Alta Commissione a riprendere l’elaborazione interna o non definisca rapidamente un subappaltatore temporaneo, i ritardi potrebbero accumularsi proprio nel periodo di picco dei viaggi.
I datori di lavoro sono invitati a consigliare ai dipendenti coinvolti di (a) controllare quotidianamente il sito web dell’Alta Commissione per eventuali slot di appuntamenti d’emergenza, (b) verificare l’idoneità all’‘e-Visa’ per brevi visite di lavoro, e (c) mantenere una validità del passaporto di almeno sei mesi per evitare viaggi obbligati. Le organizzazioni che gestiscono assunzioni di neolaureati in India dovrebbero inoltre prevedere possibili ritardi nell’inserimento se i candidati australiani non riuscissero a ottenere i visti d’ingresso in tempo.
Quando verranno emessi i nuovi bandi — probabilmente entro il termine di tre mesi stabilito dalla Corte Suprema — i partecipanti dovranno dimostrare piani di continuità operativa resilienti e metriche di trasparenza più chiare per evitare il ripetersi del caos attuale.
Questo episodio rappresenta un caso emblematico del perché i contratti di esternalizzazione consolare non siano più semplici accordi di back-office, ma infrastrutture strategiche fondamentali per il commercio globale.
Fonte: The Economic Times
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