
I residenti australiani che cercano passaporti indiani, visti o certificati di buona condotta si trovano in una situazione di stallo dopo che VFS Global, storico partner esterno dell’India, ha sospeso le nuove domande dal 1° luglio 2026. La sospensione segue l’annullamento da parte dell’Alta Corte di Delhi della gara d’appalto multi-missione del Ministero degli Affari Esteri indiano e la conseguente scadenza dei contratti di VFS per Australia, Kuwait e Emirati Arabi Uniti. Bloomberg e The Economic Times riportano che migliaia di richiedenti non sono riusciti a presentare la documentazione a Sydney, Melbourne, Perth e Brisbane. Alcuni, di fronte a scadenze urgenti per viaggi o immigrazione, hanno scelto di volare in India per completare le formalità di persona, trasformando una visita normalmente di due ore in un viaggio internazionale di più giorni con costi significativi. I team di mobilità aziendale segnalano che i ritardi nei certificati di buona condotta stanno già mettendo a rischio le offerte di residenza permanente in Australia, che scadono dopo 60 giorni. Fino a quando il Ministero non individuerà un nuovo fornitore — un processo che potrebbe richiedere tre mesi o più — presso la Commissione Alta Indiana a Canberra sono accettati solo servizi di emergenza senza appuntamento, limitati a situazioni di vita o di morte, lasciando bloccati i richiedenti visti per affari o studenti. Le aziende che pianificano di trasferire talenti indiani in Australia o di inviare cittadini australiani in India per incarichi di lavoro a breve termine dovrebbero prevedere almeno quattro settimane aggiuntive per le pratiche e considerare una diversa sequenza di inizio progetti. L’episodio mette in luce il rischio operativo insito nei modelli a fornitore unico per mercati di espatriati di grandi dimensioni. Gli esperti sostengono che l’India potrebbe dover autorizzare più fornitori di servizi nei principali Paesi — seguendo l’esempio del Regno Unito — per garantire ridondanza e concorrenza. Nel frattempo, i responsabili della mobilità sono invitati a monitorare quotidianamente gli avvisi ufficiali, conservare copie digitali di tutti i documenti dei dipendenti per accelerare la presentazione non appena i servizi riprenderanno e, dove possibile, presentare richieste elettroniche di Visa-on-Arrival o e-Visa per alcune categorie non interessate dalla sospensione. Sul lungo termine, questa interruzione potrebbe accelerare la transizione dell’India verso piattaforme consolari completamente digitali, riducendo la dipendenza dai centri esterni fisici e creando un ecosistema più resiliente per la crescente diaspora globale del Paese.
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