
In un avviso pubblicato il 21 luglio 2026, il Ministero degli Esteri tedesco ha dichiarato vaste aree del Libano — da Beirut verso sud, la Valle della Bekaa, Baalbek-Hermel e tutti i campi profughi palestinesi — come zone completamente off-limits. Ai viaggiatori viene ora fortemente consigliato di evitare del tutto queste zone, mentre i viaggi nel resto del paese sono “fortemente sconsigliati”. La decisione segue un attacco di precisione israeliano del 14 giugno nei sobborghi meridionali di Beirut e il lancio intermittente di razzi da parte di Hezbollah lungo la Linea Blu. Nonostante un accordo di de-escalation mediato dagli Stati Uniti sia stato firmato a giugno, i diplomatici tedeschi avvertono che il cessate il fuoco è fragile e potrebbe rapidamente sfaldarsi.
Le implicazioni per i viaggi d’affari sono rilevanti. L’aeroporto internazionale Rafic Hariri di Beirut resta operativo, ma le compagnie assicurative hanno inserito l’aeroporto in una fascia di rischio più alta, con sovrapprezzi fino a 400 euro per itinerario passeggero. Scuole internazionali e sedi di ONG stanno rivedendo i piani di evacuazione; diverse aziende Fortune 500 hanno attivato protocolli di lavoro da remoto per il personale basato in Libano. L’avviso mette inoltre in guardia sul fatto che i valichi di frontiera con la Siria potrebbero chiudere senza preavviso e che le manifestazioni a Tripoli possono degenerare in violenza.
Le aziende con catene di approvvigionamento che passano per il porto di Beirut dovrebbero diversificare verso Larnaca (Cipro) o Port Said (Egitto) per ridurre i rischi di interruzione. I responsabili della mobilità devono assicurarsi che i dipendenti si registrino su ELEFAND, scelgano hotel nelle zone di Hamra o del centro città — considerate moderatamente più sicure — e mantengano borse “pronte all’uso” con documenti di viaggio, contanti e power bank. Il Ministero degli Esteri sottolinea che qualsiasi transito lungo l’autostrada costiera meridionale è attualmente sconsigliato.
Le implicazioni per i viaggi d’affari sono rilevanti. L’aeroporto internazionale Rafic Hariri di Beirut resta operativo, ma le compagnie assicurative hanno inserito l’aeroporto in una fascia di rischio più alta, con sovrapprezzi fino a 400 euro per itinerario passeggero. Scuole internazionali e sedi di ONG stanno rivedendo i piani di evacuazione; diverse aziende Fortune 500 hanno attivato protocolli di lavoro da remoto per il personale basato in Libano. L’avviso mette inoltre in guardia sul fatto che i valichi di frontiera con la Siria potrebbero chiudere senza preavviso e che le manifestazioni a Tripoli possono degenerare in violenza.
Le aziende con catene di approvvigionamento che passano per il porto di Beirut dovrebbero diversificare verso Larnaca (Cipro) o Port Said (Egitto) per ridurre i rischi di interruzione. I responsabili della mobilità devono assicurarsi che i dipendenti si registrino su ELEFAND, scelgano hotel nelle zone di Hamra o del centro città — considerate moderatamente più sicure — e mantengano borse “pronte all’uso” con documenti di viaggio, contanti e power bank. Il Ministero degli Esteri sottolinea che qualsiasi transito lungo l’autostrada costiera meridionale è attualmente sconsigliato.
Fonte: Auswärtiges Amt
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