
Il 22 luglio 2026, il Consiglio dei Ministri francese ha approvato un disegno di legge che autorizza i giudici a ordinare la rimozione rapida di campagne di disinformazione su larga scala quando minacciano «l’integrità della Nazione o la sicurezza dei cittadini francesi, sia in patria che all’estero». Il provvedimento, promosso dal ministero dell’Interno, istituisce una procedura d’urgenza attivabile dai procuratori o da qualsiasi soggetto legittimato — comprese le aziende francesi con personale all’estero — davanti a una sezione giudiziaria appositamente designata. I tribunali potranno obbligare fornitori di servizi internet e piattaforme di hosting, ovunque si trovino, a bloccare o deindicizzare i contenuti offensivi entro poche ore. Le sanzioni possono arrivare fino a 4 milioni di euro per inadempienza, raddoppiabili in caso di recidiva. Pur essendo principalmente una misura di sicurezza nazionale, la proposta ha evidenti implicazioni per la mobilità aziendale. Le multinazionali si affidano spesso ai canali social aziendali per informare i dipendenti in trasferta durante crisi; la legge garantisce che avvisi di viaggio falsificati o deepfake rivolti ai cittadini francesi possano essere neutralizzati rapidamente. Estende inoltre il regime «anti-manipolazione» del 2018 — prima limitato ai periodi elettorali — a qualsiasi momento in cui si verifichino interferenze straniere urgenti, coprendo disinformazioni su requisiti di visto, chiusure di confini o misure sanitarie che potrebbero bloccare i viaggiatori. I critici temono un’estensione extraterritoriale e possibili conflitti con gli standard di libertà di espressione di altre giurisdizioni. Il governo assicura che il testo bilancia la libertà di espressione con la necessità di proteggere cittadini e processi democratici, sottolineando che gli ordini sono impugnabili davanti alla Cour d’appel entro 24 ore. Se approvata in autunno, le aziende dovranno designare un rappresentante legale per ricevere le notifiche giudiziarie e garantire la rapida conformità su tutti i loro domini web globali — un nuovo elemento da inserire nella checklist per i responsabili della mobilità aziendale in Francia.
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