
Il portale Smartraveller del governo australiano, che raccoglie informazioni ufficiali dalle autorità UE e tedesche, ha aggiornato la pagina dedicata alla Germania il 24 luglio 2026, confermando che “i controlli temporanei alle frontiere terrestri tedesche” resteranno in vigore almeno fino al 15 settembre 2026. I controlli, reintrodotti nel 2024 per contenere la migrazione irregolare e i movimenti secondari all’interno di Schengen, riguardano ora i valichi con Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Svizzera, Paesi Bassi, Danimarca, Francia e Belgio.
Secondo il Codice delle frontiere Schengen, gli Stati membri possono ripristinare controlli interni per periodi rinnovabili di sei mesi in presenza di gravi minacce all’ordine pubblico. Berlino sostiene che l’elevata pressione migratoria e le reti di trafficanti giustifichino questa proroga. Sebbene il viaggio senza passaporto resti formalmente la norma, automobilisti e passeggeri ferroviari devono aspettarsi controlli a campione, mentre gli operatori di autobus segnalano ritardi di 15-30 minuti nei fine settimana più intensi.
L’avviso sottolinea anche l’impatto del nuovo Sistema di Entrata/Uscita UE (EES), pienamente operativo da aprile 2026. I viaggiatori extra-UE devono ora fornire impronte digitali e un’immagine facciale all’arrivo, una procedura che può allungare i tempi di attesa negli aeroporti e ai valichi terrestri, soprattutto se combinata con i controlli tedeschi. Le associazioni di viaggi d’affari hanno chiesto al Ministero dell’Interno di aumentare il personale nei principali corridoi stradali come l’A3 (Austria) e l’A12 (Polonia) durante i picchi di esodo vacanziero.
Per i team di mobilità aziendale il messaggio è duplice. Primo, i dipendenti che si spostano in auto tra sedi tedesche e uffici UE vicini devono portare passaporti o carte d’identità nazionali e prevedere tempi extra per i controlli. Secondo, le risorse umane devono informare il personale e i clienti extra-UE sull’iscrizione biometrica al sistema EES, sottolineando che non è richiesta alcuna preregistrazione né pagamento — un dettaglio utile per evitare truffe online che si spacciano per siti di “domanda EES”.
Sebbene i controlli siano ufficialmente temporanei, Berlino ha lasciato intendere che un’ulteriore proroga oltre settembre è possibile se il tanto discusso Patto UE su Migrazione e Asilo (GEAS) non sarà ancora pienamente attuato. I responsabili della mobilità devono quindi prepararsi a una persistenza intermittente dei controlli Schengen anche nella stagione autunnale dei viaggi d’affari.
Secondo il Codice delle frontiere Schengen, gli Stati membri possono ripristinare controlli interni per periodi rinnovabili di sei mesi in presenza di gravi minacce all’ordine pubblico. Berlino sostiene che l’elevata pressione migratoria e le reti di trafficanti giustifichino questa proroga. Sebbene il viaggio senza passaporto resti formalmente la norma, automobilisti e passeggeri ferroviari devono aspettarsi controlli a campione, mentre gli operatori di autobus segnalano ritardi di 15-30 minuti nei fine settimana più intensi.
L’avviso sottolinea anche l’impatto del nuovo Sistema di Entrata/Uscita UE (EES), pienamente operativo da aprile 2026. I viaggiatori extra-UE devono ora fornire impronte digitali e un’immagine facciale all’arrivo, una procedura che può allungare i tempi di attesa negli aeroporti e ai valichi terrestri, soprattutto se combinata con i controlli tedeschi. Le associazioni di viaggi d’affari hanno chiesto al Ministero dell’Interno di aumentare il personale nei principali corridoi stradali come l’A3 (Austria) e l’A12 (Polonia) durante i picchi di esodo vacanziero.
Per i team di mobilità aziendale il messaggio è duplice. Primo, i dipendenti che si spostano in auto tra sedi tedesche e uffici UE vicini devono portare passaporti o carte d’identità nazionali e prevedere tempi extra per i controlli. Secondo, le risorse umane devono informare il personale e i clienti extra-UE sull’iscrizione biometrica al sistema EES, sottolineando che non è richiesta alcuna preregistrazione né pagamento — un dettaglio utile per evitare truffe online che si spacciano per siti di “domanda EES”.
Sebbene i controlli siano ufficialmente temporanei, Berlino ha lasciato intendere che un’ulteriore proroga oltre settembre è possibile se il tanto discusso Patto UE su Migrazione e Asilo (GEAS) non sarà ancora pienamente attuato. I responsabili della mobilità devono quindi prepararsi a una persistenza intermittente dei controlli Schengen anche nella stagione autunnale dei viaggi d’affari.
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