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Aggiornamento dal Parlamento: Fallito il tentativo di porre fine ai respingimenti alle frontiere, controlli prorogati fino a settembre

lug 25, 2026
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Aggiornamento dal Parlamento: Fallito il tentativo di porre fine ai respingimenti alle frontiere, controlli prorogati fino a settembre
In un aggiornamento notturno del suo portale plenipotenziario datato 24 luglio 2026, il Bundestag tedesco ha confermato che le mozioni presentate dai Verdi e dalla Sinistra per abolire i respingimenti sommari alle frontiere interne Schengen della Germania sono state respinte in commissione. Il dibattito, originariamente tenutosi a maggio, è stato riaperto dopo che il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha esteso all’inizio del mese i controlli fissi con Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera almeno fino al 15 settembre 2026. La nuova proposta dei Verdi (21/5751) definiva la pratica “arbitraria e illegale”, citando recenti sentenze amministrative che hanno dichiarato i respingimenti di massa incompatibili con il diritto UE. I partiti di governo hanno sostenuto che i controlli restano necessari per gestire la migrazione irregolare e le reti di contrabbando organizzato. I critici hanno replicato che un controllo mobile e basato sul rischio sarebbe meno impattante per i pendolari e le catene di approvvigionamento. Le associazioni di categoria si sono unite ai sindacati di polizia nel segnalare che due anni di controlli continui hanno generato costi significativi per il personale e ritardi nei transiti, soprattutto per le PMI transfrontaliere in Baviera e Sassonia. Le aziende di logistica riportano tempi medi di attesa di 35 minuti per i camion a Walserberg e Suben, rispetto ai 5 minuti prima del 2024. Le mozioni respinte invitavano Berlino a dare priorità ai visti umanitari e ai programmi di ricollocamento UE. Con il sostegno parlamentare, il Ministero dell’Interno dovrebbe notificare a Bruxelles un’ulteriore proroga di sei mesi ai sensi dell’articolo 25a del Codice delle frontiere Schengen. Ciò potrebbe mettere la Germania in contrasto con la Commissione Europea, che a giugno ha raccomandato la graduale eliminazione dei controlli interni di lunga durata. Le aziende che spostano personale nella regione DACH dovrebbero considerare i controlli d’identità continui e possibili scioperi della polizia di frontiera sotto pressione nei loro piani di viaggio. I responsabili della mobilità HR sono invitati a informare i dipendenti sull’obbligo di portare il passaporto per i voli nazionali che transitano vicino al confine e a prevedere tempi extra per l’inizio delle missioni dopo il 31 agosto. Il traffico stagionale delle vacanze aggraverà ulteriormente i colli di bottiglia, come evidenziato dalle ultime previsioni di congestione dell’ADAC.
Fonte: Deutscher Bundestag

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