
La Francia ha aggiornato silenziosamente il Titolo III del suo Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile (CESEDA), la sezione che regola i controlli alle frontiere esterne e interne e i rifiuti di ingresso. La versione consolidata, entrata in vigore il 25 luglio 2026, recepisce le ultime disposizioni del Patto UE su Migrazione e Asilo adottato nel maggio 2024. Tra le novità principali, vi è un riferimento esplicito ai nuovi Regolamenti UE 2024/1348 e 2024/1356 che disciplinano il controllo dei cittadini di paesi terzi alle frontiere Schengen. Le guardie di frontiera francesi sono ora autorizzate a utilizzare il questionario comune di screening e a consultare il database Eurodac aggiornato prima di autorizzare o negare l’ingresso.
Per i viaggiatori d’affari, la novità più evidente è la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere terrestri francesi con procedure semplificate. Le aziende che spostano personale attraverso i confini franco-tedeschi o franco-belgi durante grandi eventi o allarmi di sicurezza potrebbero quindi dover affrontare controlli a campione sui passaporti e devono assicurarsi che i dipendenti siano in possesso di documenti che attestino il diritto di soggiorno e lavoro.
Il decreto inasprisce anche la responsabilità dei vettori: compagnie aeree e operatori di traghetti che trasportano passeggeri non ammissibili devono rimpatriare l’individuo “senza ritardo” e possono essere multati. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che il testo francese rispecchia le disposizioni UE sull’asilo accelerato al confine, il che significa che alcune domande di protezione potrebbero essere esaminate mentre il richiedente si trova ancora nella zona di transito. Sebbene la misura sia rivolta principalmente agli arrivi irregolari via aria e mare, potrebbe interessare anche professionisti ad alta mobilità i cui documenti di viaggio sollevano dubbi.
Si consiglia ai datori di lavoro di rivedere le proprie politiche di conformità alla mobilità, soprattutto per i dipendenti distaccati in possesso di passaporti provenienti da paesi per i quali è stato recentemente introdotto l’obbligo di visto. Infine, l’aggiornamento fa riferimento al prossimo Sistema di Entrata/Uscita (EES) francese, previsto per ottobre 2026. Una volta operativo, ogni cittadino di paese terzo—sia che necessiti di visto o meno—avrà impronte digitali e immagine facciale rilevate al primo ingresso, creando un ulteriore livello di controllo per i viaggi d’affari multi-paese.
Per i viaggiatori d’affari, la novità più evidente è la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere terrestri francesi con procedure semplificate. Le aziende che spostano personale attraverso i confini franco-tedeschi o franco-belgi durante grandi eventi o allarmi di sicurezza potrebbero quindi dover affrontare controlli a campione sui passaporti e devono assicurarsi che i dipendenti siano in possesso di documenti che attestino il diritto di soggiorno e lavoro.
Il decreto inasprisce anche la responsabilità dei vettori: compagnie aeree e operatori di traghetti che trasportano passeggeri non ammissibili devono rimpatriare l’individuo “senza ritardo” e possono essere multati. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che il testo francese rispecchia le disposizioni UE sull’asilo accelerato al confine, il che significa che alcune domande di protezione potrebbero essere esaminate mentre il richiedente si trova ancora nella zona di transito. Sebbene la misura sia rivolta principalmente agli arrivi irregolari via aria e mare, potrebbe interessare anche professionisti ad alta mobilità i cui documenti di viaggio sollevano dubbi.
Si consiglia ai datori di lavoro di rivedere le proprie politiche di conformità alla mobilità, soprattutto per i dipendenti distaccati in possesso di passaporti provenienti da paesi per i quali è stato recentemente introdotto l’obbligo di visto. Infine, l’aggiornamento fa riferimento al prossimo Sistema di Entrata/Uscita (EES) francese, previsto per ottobre 2026. Una volta operativo, ogni cittadino di paese terzo—sia che necessiti di visto o meno—avrà impronte digitali e immagine facciale rilevate al primo ingresso, creando un ulteriore livello di controllo per i viaggi d’affari multi-paese.
Fonte: Legifrance
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