
La Spagna si è svegliata il 31 luglio di fronte a quella che il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha definito “l’arrivo irregolare più improvviso e concentrato mai registrato nel nostro paese”. Tra l’alba del 30 luglio e le prime ore di venerdì, circa 50.000 migranti – per lo più giovani uomini marocchini ma anche famiglie provenienti dall’Africa subsahariana – sono entrati nella piccola enclave spagnola di Ceuta nuotando intorno alla barriera marina di El Tarajal o scalando la doppia recinzione di confine alta 6 metri che separa la città dal Marocco. Questa ondata supera la crisi del 2021, quando 10.000 persone attraversarono in due giorni, e ha immediatamente saturato la capacità di accoglienza di Ceuta. Secondo il Ministero dell’Interno, almeno 57 persone sono annegate nel tentativo di attraversamento e oltre 200 hanno richiesto cure ospedaliere per ipotermia, ferite e esaurimento. Il governo dell’autonomia cittadina aveva inizialmente parlato di 60.000 arrivi, ma Madrid ha poi confermato 50.000, sottolineando che 48.300 erano già tornati “volontariamente” in Marocco dopo aver trascorso solo poche ore sul suolo spagnolo. Le ONG per i diritti umani presenti sul posto contestano questa cifra, affermando che molti rimpatri sono stati il risultato di respingimenti sommari eseguiti in base ad accordi bilaterali di riammissione. Il Primo Ministro Pedro Sánchez si è recato a Ceuta venerdì pomeriggio, denunciando l’incursione come “una violazione dell’integrità territoriale della Spagna” e promettendo “una risposta ferma ma umana”. Ha presieduto una riunione d’emergenza del governo che ha deciso di accelerare l’invio di ulteriori operatori per l’asilo, rafforzare le squadre mediche dell’Unità Militare di Emergenza e attivare un piano di emergenza per trasferire i migranti vulnerabili ai centri di accoglienza della terraferma. Oltre alla dimensione umanitaria, l’episodio ha ripercussioni immediate sulla mobilità. L’accesso terrestre al porto e al principale polo industriale è stato chiuso per diverse ore, i traghetti per Algeciras hanno subito gravi ritardi e l’unico eliporto della città ha sospeso i voli commerciali mentre l’esercito assicurava il perimetro. Gli operatori logistici avvertono di effetti a catena sul trasporto merci diretto alla Spagna continentale e al resto dell’UE se il blocco dovesse persistere. Per le multinazionali che gestiscono catene di approvvigionamento nordafricane attraverso lo Stretto di Gibilterra, la priorità è la visibilità in tempo reale delle code al confine e un coinvolgimento anticipato con i broker doganali. Ai datori di lavoro con dipendenti a Ceuta e nella vicina Tangeri è stato consigliato di rivedere i protocolli di evacuazione e di verificare che il personale abbia con sé la prova di residenza per evitare di essere coinvolti in retate della polizia. Il Ministero degli Esteri ha inoltre invitato le aziende a ricontrollare la validità dei visti Schengen dei dipendenti, poiché le misure successive adottate da altri Stati UE (vedi sotto) potrebbero influire sui viaggi successivi.
Fonte: AP News / El País / Le Monde
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Spagna.Di più da Spagna
Visualizza tutto
El gobierno español despliega 3.000 soldados para reforzar la frontera de Ceuta y proteger infraestructuras clave
L'Italia reintroduce i controlli alle frontiere su voli e traghetti provenienti dalla Spagna, citando la crisi di Ceuta