
Dal 1° agosto 2026, la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) e le autorità cantonali trasferiranno l’intero processo di naturalizzazione ordinaria su una piattaforma completamente digitale. Fino ad ora, i cantoni inviavano a Berna dossier cartacei voluminosi per l’approvazione federale, un iter che poteva allungare i tempi di sei-otto settimane. Con il nuovo sistema, i funzionari cantonali caricheranno il fascicolo completo — comprensivo di controlli di background, certificati linguistici e rapporti di integrazione — tramite un portale sicuro. I funzionari della SEM potranno richiedere chiarimenti o inviare decisioni in modo elettronico, con notifiche automatiche per i richiedenti. Il Consiglio Federale stima un risparmio annuo di 2 milioni di franchi in costi postali e di scansione, oltre a una riduzione dei tempi medi di lavorazione di almeno un mese.
Per le aziende, questa innovazione va oltre una semplice semplificazione amministrativa. Molti dipendenti con permessi B o C richiedono la cittadinanza dopo anni di incarichi internazionali; approvazioni più rapide riducono il periodo di incertezza, durante il quale viaggiare in alcuni Paesi può risultare complicato e gli accordi contro la doppia imposizione non sono pienamente applicabili. I responsabili della mobilità globale potranno inoltre monitorare in tempo reale lo stato delle domande sponsorizzate, migliorando la pianificazione del personale.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i requisiti — residenza minima, criteri di integrazione e colloqui comunali — restano invariati. I cantoni dovranno continuare a emettere i propri decreti e, data la struttura federale a tre livelli, permarranno differenze locali. Tuttavia, prevedono che i fascicoli digitali renderanno più difficile per i comuni procrastinare le decisioni, garantendo maggiore uniformità a livello nazionale.
I richiedenti sono invitati a scansionare e caricare tempestivamente diplomi originali e certificati di competenza linguistica, poiché i fascicoli incompleti saranno respinti senza entrare in coda. La SEM avverte che la precisione dei dati sarà rigorosamente controllata, dato che i file leggibili da macchina alimentano direttamente il registro centrale degli stranieri.
In sintesi, la riforma mira a rendere il percorso verso la cittadinanza svizzera più trasparente e prevedibile per i residenti stranieri di lungo periodo e per i loro datori di lavoro.
Per le aziende, questa innovazione va oltre una semplice semplificazione amministrativa. Molti dipendenti con permessi B o C richiedono la cittadinanza dopo anni di incarichi internazionali; approvazioni più rapide riducono il periodo di incertezza, durante il quale viaggiare in alcuni Paesi può risultare complicato e gli accordi contro la doppia imposizione non sono pienamente applicabili. I responsabili della mobilità globale potranno inoltre monitorare in tempo reale lo stato delle domande sponsorizzate, migliorando la pianificazione del personale.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i requisiti — residenza minima, criteri di integrazione e colloqui comunali — restano invariati. I cantoni dovranno continuare a emettere i propri decreti e, data la struttura federale a tre livelli, permarranno differenze locali. Tuttavia, prevedono che i fascicoli digitali renderanno più difficile per i comuni procrastinare le decisioni, garantendo maggiore uniformità a livello nazionale.
I richiedenti sono invitati a scansionare e caricare tempestivamente diplomi originali e certificati di competenza linguistica, poiché i fascicoli incompleti saranno respinti senza entrare in coda. La SEM avverte che la precisione dei dati sarà rigorosamente controllata, dato che i file leggibili da macchina alimentano direttamente il registro centrale degli stranieri.
In sintesi, la riforma mira a rendere il percorso verso la cittadinanza svizzera più trasparente e prevedibile per i residenti stranieri di lungo periodo e per i loro datori di lavoro.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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