
La Germania si è schierata con altri 21 Stati membri dell’Unione Europea per chiedere una riunione d’emergenza dei ministri dell’Interno dell’UE, dopo l’eccezionale attraversamento di massa dell’enclave spagnola nordafricana di Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, che ha causato almeno 67 morti tra i migranti e ha visto oltre 50.000 persone entrare temporaneamente nel territorio UE. Secondo un dispaccio dell’Associated Press pubblicato il 1° agosto, la lettera congiunta – firmata da Berlino insieme a Roma, Copenaghen, Vienna e la maggior parte delle capitali dell’Europa centrale e orientale – avverte che le immagini da Ceuta rischiano di dare l’impressione che “l’ingresso illegale nell’Unione Europea possa rapidamente trasformarsi in soggiorno legale”. I firmatari sollecitano la presidenza irlandese dell’UE a convocare senza indugio una videoconferenza per coordinare le misure di gestione delle frontiere e valutare la reintroduzione dei controlli interni alle frontiere, dove necessario.
Sebbene il governo socialista spagnolo abbia già installato una barriera galleggiante di 500 metri e dispiegato truppe a Ceuta, le ripercussioni politiche si stanno rapidamente diffondendo nell’area Schengen. L’Italia ha minacciato di sospendere i viaggi senza passaporto sulle rotte aeree e marittime con la Spagna; Danimarca e Austria stanno valutando controlli più severi; e il Ministero dell’Interno tedesco ha confermato ai media nazionali sabato che sta “monitorando da vicino i flussi di passeggeri provenienti dalla Penisola Iberica”. Pur non avendo ancora ordinato nuovi controlli sul territorio tedesco, i funzionari hanno riferito ai giornalisti che i controlli preventivi di responsabilità dei vettori sui voli dalla Spagna sono “in fase di revisione”.
L’episodio arriva nel pieno della stagione estiva di vacanze in Germania e potrebbe compromettere i viaggi d’affari, le rotte del trasporto aereo merci e le missioni di espatriati che si basano sulla mobilità senza soluzione di continuità nell’area Schengen. Ai responsabili della mobilità aziendale si consiglia di verificare gli itinerari che passano per Italia, Spagna o Francia e di informare i viaggiatori sulla possibilità di controlli documentali ad hoc all’arrivo in Germania. Gli avvocati specializzati in immigrazione a Francoforte e Monaco osservano inoltre che un rinnovato focus politico sulla “migrazione strumentalizzata” potrebbe accelerare la spinta di Berlino a prolungare i controlli temporanei già in vigore ai confini terrestri con Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera.
Per le multinazionali con personale in Germania, le misure pratiche immediate sono chiare: 1) verificare che tutti i lavoratori mobili portino con sé passaporti fisici o carte d’identità UE anche durante tratte normalmente interne all’area Schengen; 2) prevedere tempi di transito maggiori negli aeroporti dell’Europa meridionale, dove le risorse di sicurezza sono state riallocate per gestire i flussi legati a Ceuta; 3) monitorare i prossimi comunicati del Consiglio UE, poiché un consenso su controlli coordinati potrebbe essere annunciato entro pochi giorni.
A lungo termine, l’incidente è destinato a inasprire il dibattito politico tedesco in vista delle elezioni regionali autunnali, dove la migrazione resta una delle prime cinque preoccupazioni degli elettori.
Sebbene il governo socialista spagnolo abbia già installato una barriera galleggiante di 500 metri e dispiegato truppe a Ceuta, le ripercussioni politiche si stanno rapidamente diffondendo nell’area Schengen. L’Italia ha minacciato di sospendere i viaggi senza passaporto sulle rotte aeree e marittime con la Spagna; Danimarca e Austria stanno valutando controlli più severi; e il Ministero dell’Interno tedesco ha confermato ai media nazionali sabato che sta “monitorando da vicino i flussi di passeggeri provenienti dalla Penisola Iberica”. Pur non avendo ancora ordinato nuovi controlli sul territorio tedesco, i funzionari hanno riferito ai giornalisti che i controlli preventivi di responsabilità dei vettori sui voli dalla Spagna sono “in fase di revisione”.
L’episodio arriva nel pieno della stagione estiva di vacanze in Germania e potrebbe compromettere i viaggi d’affari, le rotte del trasporto aereo merci e le missioni di espatriati che si basano sulla mobilità senza soluzione di continuità nell’area Schengen. Ai responsabili della mobilità aziendale si consiglia di verificare gli itinerari che passano per Italia, Spagna o Francia e di informare i viaggiatori sulla possibilità di controlli documentali ad hoc all’arrivo in Germania. Gli avvocati specializzati in immigrazione a Francoforte e Monaco osservano inoltre che un rinnovato focus politico sulla “migrazione strumentalizzata” potrebbe accelerare la spinta di Berlino a prolungare i controlli temporanei già in vigore ai confini terrestri con Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera.
Per le multinazionali con personale in Germania, le misure pratiche immediate sono chiare: 1) verificare che tutti i lavoratori mobili portino con sé passaporti fisici o carte d’identità UE anche durante tratte normalmente interne all’area Schengen; 2) prevedere tempi di transito maggiori negli aeroporti dell’Europa meridionale, dove le risorse di sicurezza sono state riallocate per gestire i flussi legati a Ceuta; 3) monitorare i prossimi comunicati del Consiglio UE, poiché un consenso su controlli coordinati potrebbe essere annunciato entro pochi giorni.
A lungo termine, l’incidente è destinato a inasprire il dibattito politico tedesco in vista delle elezioni regionali autunnali, dove la migrazione resta una delle prime cinque preoccupazioni degli elettori.
Fonte: Associated Press
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