
Berlino ha agito rapidamente sabato 1 agosto 2026 per allinearsi a 21 altre capitali europee, sollecitando Bruxelles a convocare una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dopo che, all’inizio della settimana, circa 50.000-60.000 migranti hanno attraversato il confine marocchino entrando nell’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa. In una lettera congiunta diffusa dall’ufficio del primo ministro danese, il cancelliere Olaf Scholz e i leader di Austria, Belgio, Stati baltici, Visegrád, paesi nordici e diversi partner mediterranei hanno avvertito che questo massiccio attraversamento rischia di creare “la percezione che l’ingresso illegale nell’Unione Europea possa trasformarsi in soggiorno legale”. Hanno chiesto alla presidenza irlandese del Consiglio di organizzare “senza indugio” una videoconferenza per coordinare una risposta comune. La firma della Germania è particolarmente significativa: in quanto maggiore economia del blocco e tradizionale meta di movimenti secondari, il sostegno di Berlino conferisce peso politico alle richieste di una gestione più rigorosa delle frontiere esterne. Pur non appoggiando la decisione unilaterale dell’Italia di sospendere Schengen per i passeggeri in arrivo dalla Spagna, la lettera riflette l’umore prevalente in molte capitali europee, che considerano l’episodio di Ceuta una minaccia ibrida. Le autorità tedesche temono che l’episodio possa innescare nuovi movimenti via terra verso la Germania una volta che i migranti riceveranno documenti temporanei in Spagna. Fonti del ministero dell’Interno hanno dichiarato alla radiotelevisione pubblica ARD che la Germania è pronta a fornire a Frontex personale tecnico aggiuntivo e kit mobili per il rilevamento delle impronte digitali, se richiesto. La crisi di Ceuta arriva mentre la Germania è già sotto pressione da parte della Commissione Europea per eliminare i controlli alle frontiere terrestri interne che mantiene lungo il confine austriaco dal 2024. Berlino sostiene che la nuova situazione giustifica il mantenimento di tali controlli. Le ONG per la migrazione hanno criticato la lettera, sostenendo che si concentra sulla deterrenza trascurando la capacità di accoglienza e i canali di migrazione legale. I responsabili della mobilità aziendale, invece, hanno accolto con favore la prospettiva di una posizione coordinata dell’UE, sottolineando che reazioni frammentate alle frontiere durante crisi precedenti avevano causato ritardi imprevedibili per i viaggiatori d’affari in transito nel mercato unico. Indicazione pratica: le aziende che inviano personale in o attraverso la Spagna meridionale dovrebbero monitorare la tempistica della videoconferenza ministeriale prevista e le eventuali conclusioni successive del Consiglio. Nuove regole di responsabilità per i vettori o requisiti di informazioni anticipate sui passeggeri potrebbero essere adottati rapidamente e si applicherebbero ugualmente ai viaggiatori d’affari tedeschi in ritorno via Madrid o Málaga.
Fonte: Associated Press
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