
Parlando con i giornalisti venerdì sera, 31 luglio 2026, il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato che la Germania è «pronta a prolungare e, se necessario, rafforzare» i controlli temporanei reintrodotti due anni fa alle sue frontiere terrestri per contenere la migrazione irregolare. Le dichiarazioni sono arrivate poche ore dopo l’annuncio dell’Italia di sospendere le regole di libera circolazione di Schengen per i viaggiatori in arrivo dalla Spagna, in risposta al massiccio attraversamento di circa 60.000 migranti nell’enclave spagnola di Ceuta.
La Germania aveva ripristinato i controlli sistematici lungo i confini con Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera nel dicembre 2024, rinnovando la misura ogni tre mesi ai sensi dell’articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen. Questi controlli — effettuati dalla Polizia federale in collaborazione con le autorità confinanti — erano previsti in scadenza il 15 settembre 2026. Le ultime parole di Merz rendono quasi certo che Berlino chiederà a Bruxelles un’ulteriore proroga e potrebbe estendere i controlli ad aeroporti e collegamenti ferroviari selezionati qualora emergessero rotte di spillover dalla Spagna.
Le associazioni del settore viaggi hanno reagito con preoccupazione. L’Associazione tedesca per la gestione dei viaggi (VDR) ha avvertito che ulteriori controlli documentali potrebbero allungare i tempi di spostamento per circa 220.000 lavoratori che quotidianamente si spostano tra il sud della Germania e i Paesi confinanti. I corrieri che gestiscono catene di approvvigionamento critiche in Baviera e Sassonia ricordano ancora i ritardi medi di 45 minuti registrati nelle prime settimane dei controlli del 2024. Le compagnie aeree che operano a Francoforte e Monaco temono di perdere coincidenze se le postazioni di controllo passaporti diventeranno colli di bottiglia durante il picco di viaggi di fine estate.
Merz ha difeso la decisione definendola «proporzionata e necessaria» per mantenere la sicurezza pubblica in quella che ha definito una «prova drammatica» per le frontiere esterne europee. Ha sottolineato che la Germania manterrà le misure «mirate e basate sull’intelligence», ricordando che la Commissione non ha mai formalmente contestato le precedenti proroghe, anche se Bruxelles ha più volte sollecitato un ritorno alle normali regole di Schengen. Il cancelliere ha inoltre chiesto un’accelerazione nell’attuazione del nuovo Sistema europeo comune di asilo per ridurre i movimenti secondari all’interno del blocco.
Per aziende e professionisti della mobilità il messaggio è chiaro: i viaggiatori in arrivo in Germania via terra o ferrovia devono portare con sé passaporti o carte d’identità validi e prevedere tempi di margine. I datori di lavoro che spostano personale tra sedi intra-UE potrebbero dover rivedere i turni o utilizzare strumenti digitali per monitorare il tempo trascorso in diverse giurisdizioni, evitando così di superare involontariamente soglie di sicurezza sociale o di distacco lavorativo. I responsabili delle relocation devono considerare che i familiari provenienti da Paesi terzi potrebbero affrontare tempi di elaborazione più lunghi se le risorse per i controlli di frontiera vengono temporaneamente dirottate.
Mentre i riflettori politici sono puntati su Ceuta, le implicazioni pratiche si faranno sentire alle frontiere tedesche e nei suoi aeroporti nelle prossime settimane.
La Germania aveva ripristinato i controlli sistematici lungo i confini con Polonia, Repubblica Ceca e Svizzera nel dicembre 2024, rinnovando la misura ogni tre mesi ai sensi dell’articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen. Questi controlli — effettuati dalla Polizia federale in collaborazione con le autorità confinanti — erano previsti in scadenza il 15 settembre 2026. Le ultime parole di Merz rendono quasi certo che Berlino chiederà a Bruxelles un’ulteriore proroga e potrebbe estendere i controlli ad aeroporti e collegamenti ferroviari selezionati qualora emergessero rotte di spillover dalla Spagna.
Le associazioni del settore viaggi hanno reagito con preoccupazione. L’Associazione tedesca per la gestione dei viaggi (VDR) ha avvertito che ulteriori controlli documentali potrebbero allungare i tempi di spostamento per circa 220.000 lavoratori che quotidianamente si spostano tra il sud della Germania e i Paesi confinanti. I corrieri che gestiscono catene di approvvigionamento critiche in Baviera e Sassonia ricordano ancora i ritardi medi di 45 minuti registrati nelle prime settimane dei controlli del 2024. Le compagnie aeree che operano a Francoforte e Monaco temono di perdere coincidenze se le postazioni di controllo passaporti diventeranno colli di bottiglia durante il picco di viaggi di fine estate.
Merz ha difeso la decisione definendola «proporzionata e necessaria» per mantenere la sicurezza pubblica in quella che ha definito una «prova drammatica» per le frontiere esterne europee. Ha sottolineato che la Germania manterrà le misure «mirate e basate sull’intelligence», ricordando che la Commissione non ha mai formalmente contestato le precedenti proroghe, anche se Bruxelles ha più volte sollecitato un ritorno alle normali regole di Schengen. Il cancelliere ha inoltre chiesto un’accelerazione nell’attuazione del nuovo Sistema europeo comune di asilo per ridurre i movimenti secondari all’interno del blocco.
Per aziende e professionisti della mobilità il messaggio è chiaro: i viaggiatori in arrivo in Germania via terra o ferrovia devono portare con sé passaporti o carte d’identità validi e prevedere tempi di margine. I datori di lavoro che spostano personale tra sedi intra-UE potrebbero dover rivedere i turni o utilizzare strumenti digitali per monitorare il tempo trascorso in diverse giurisdizioni, evitando così di superare involontariamente soglie di sicurezza sociale o di distacco lavorativo. I responsabili delle relocation devono considerare che i familiari provenienti da Paesi terzi potrebbero affrontare tempi di elaborazione più lunghi se le risorse per i controlli di frontiera vengono temporaneamente dirottate.
Mentre i riflettori politici sono puntati su Ceuta, le implicazioni pratiche si faranno sentire alle frontiere tedesche e nei suoi aeroporti nelle prossime settimane.
Fonte: The Guardian