
Un profilo su El País del 2 agosto racconta come il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska abbia trascorso tre giorni spostandosi tra i centri di comando per gli incendi in Galizia e le sale di crisi a Ceuta, illustrando la pressione a cui è sottoposto l’apparato di sicurezza spagnolo. L’articolo rivela che i servizi segreti spagnoli avevano avvertito di una possibile “migrazione di pressione”, ma avevano sottovalutato la portata e i tempi. Marlaska ha autorizzato la barriera galleggiante dopo che i consulenti legali hanno confermato che la decisione della Corte Suprema sui respingimenti immediati poteva essere affrontata aggiungendo un “elemento di contesa” marittimo. Contemporaneamente, ha coordinato con i governi regionali la riallocazione degli aerei antincendio dal nord-ovest una volta che la pioggia ha attenuato gli incendi, liberando così gli elicotteri militari per le pattuglie costiere. Il racconto sottolinea la convergenza tra disastri climatici e gestione delle migrazioni, due questioni che richiedono sempre più le stesse risorse umane e materiali. Per le imprese, questo suggerisce che i servizi di emergenza potrebbero essere riallocati rapidamente in futuro, influenzando potenzialmente gli accordi di risposta ai disastri e le richieste di risarcimento assicurativo. Evidenzia inoltre l’importanza di una pianificazione della continuità multi-rischio: le aziende che trasferiscono personale all’interno della Spagna devono considerare la possibilità che una risposta a un rischio naturale possa improvvisamente entrare in competizione con le esigenze di sicurezza delle frontiere, mettendo sotto pressione trasporti, alloggi e supporto medico.
Fonte: El País