
Un blog in diretta di El País domenica pomeriggio ha confermato che sono stati recuperati 88 corpi dopo l’eccezionale violazione del confine della scorsa settimana. Mentre il governo centrale mantiene la cifra “ufficiale” di 72, i funzionari locali dell’istituto forense di Ceuta segnalano che altri resti continuano a riaffiorare, complicando le operazioni di identificazione e rimpatrio. In risposta, il Ministero dell’Interno ha ordinato controlli d’identità a campione all’interno dei confini cittadini di Ceuta, creando di fatto anelli concentrici di verifica oltre il confine formale. Residenti e lavoratori accreditati devono portare sempre con sé un documento d’identità nazionale; i visitatori sono soggetti a controlli casuali ai posti di blocco lungo l’unica strada costiera che collega porto, zona industriale e aree turistiche. Per i viaggi d’affari intra-Spagna, il nuovo regime implica che chiunque arrivi a Ceuta tramite il servizio elicotteri da Algeciras o via mare debba prevedere tempi supplementari per i controlli all’arrivo. L’autorità sanitaria regionale richiede inoltre i manifesti passeggeri con 24 ore di anticipo, per permettere alle squadre epidemiologiche di monitorare eventuali infezioni trasmesse dall’acqua tra i sopravvissuti. Il crescente bilancio delle vittime alimenta le richieste delle opposizioni per un’inchiesta indipendente. I responsabili della sicurezza aziendale devono considerare che la responsabilità legale potrebbe estendersi anche ai fornitori di servizi di cibo, alloggio o trasporto in caso di negligenza accertata. Le aziende che ospitano personale espatriato in alloggi aziendali sono invitate a rivedere le misure di scorta e il supporto psicologico. Con agosto tradizionalmente mese di picco per le rotazioni di incarichi a breve termine, i team HR dovrebbero valutare di posticipare i viaggi non essenziali a Ceuta fino a dopo il vertice ministeriale convocato dall’UE il 4 agosto, che chiarirà le responsabilità nella gestione delle frontiere.
Fonte: El País