
Durante la conferenza stampa federale del 16 settembre, i portavoce del governo dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri hanno confermato che la Germania intensificherà i controlli d’ingresso per i cittadini russi in risposta al tentativo sventato della scorsa settimana di un attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle. Sebbene i dettagli restino riservati, le autorità hanno dichiarato che la polizia di frontiera è stata incaricata di applicare un «controllo secondario rafforzato» negli aeroporti e ai valichi terrestri, collaborando più strettamente con le agenzie di sicurezza per profilare i viaggiatori in arrivo. Anche la politica consolare subirà modifiche. Dal 2025 gli Stati Schengen hanno limitato i russi a visti C a ingresso singolo di breve durata, misura fortemente sostenuta dalla Germania. Ora il Ministero degli Esteri intende esaminare con maggiore rigore anche queste richieste di breve soggiorno e invita i partner UE a valutare ulteriori restrizioni, citando le minacce ibride in corso. Le esenzioni umanitarie restano valide, ma gli addetti ai visti devono documentare una «giustificazione di sicurezza nazionale» per ogni visto rilasciato. Questa decisione arriva in concomitanza con un più ampio piano antiterrorismo in dieci punti adottato lo stesso giorno dal governo. Il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha sottolineato che l’invasione russa dell’Ucraina, insieme all’aumento degli incidenti sponsorizzati dallo Stato nel campo del cyber e dei droni, richiede una difesa multilivello che includa la gestione delle frontiere. I gruppi industriali che rappresentano tour operator e il settore degli eventi avvertono di possibili danni collaterali: scienziati, artisti e viaggiatori d’affari russi già affrontano attese di mesi per gli appuntamenti, e le nuove misure potrebbero allungare ulteriormente i tempi di elaborazione. I responsabili della mobilità aziendale devono prepararsi a richieste documentali più stringenti (prove di itinerario, alloggio, assicurazione sanitaria) e a interrogatori all’arrivo anche con visti validi. Profili a rischio elevato — uomini single in età militare, specialisti IT, operatori commerciali di droni — saranno probabilmente sottoposti a controlli più approfonditi. Le aziende con legami commerciali germano-russi potrebbero dover considerare alternative a distanza o spostare gli incontri in paesi terzi fino a stabilizzazione delle procedure. A livello UE, le richieste tedesche di regole comuni più severe potrebbero far riaffiorare proposte finora dormienti di sospendere completamente l’Accordo UE-Russia sulla facilitazione dei visti — un esito che formalizzerebbe le restrizioni ad hoc già in vigore. Le imprese devono monitorare attentamente Bruxelles; una sospensione formale porterebbe le tariffe a 80 euro, limiterebbe la validità dei visti e allungherebbe i tempi di elaborazione a 45 giorni in tutta l’Unione.
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