
In una comunicazione notturna alla Commissione Europea del 15 settembre, il Ministero dell’Interno tedesco ha confermato la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere terrestri interne di tutti i valichi Schengen del paese, per un periodo di sei mesi dal 16 settembre 2026 al 15 marzo 2027. Secondo l’avviso pubblicato sul portale della Commissione “Reintroduzione Temporanea dei Controlli alle Frontiere”, Berlino ha motivato la decisione con “minacce gravi e persistenti alla sicurezza pubblica e all’ordine, dovute ai livelli elevati di migrazione irregolare e al traffico di migranti”, oltre che con la pressione sulle strutture di accoglienza. I controlli riguarderanno i confini terrestri della Germania con Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e Polonia. Per il momento, le frontiere aeree e marittime resteranno escluse. Si tratta della quinta volta, dalla crisi dei rifugiati del 2015, che la Germania ricorre a questa misura eccezionale prevista dagli articoli 25-29 del Codice delle Frontiere Schengen. La novità, però, è l’estensione: mentre in passato i controlli erano concentrati soprattutto sui confini con Austria e Polonia, questa volta la notifica copre esplicitamente *tutte* le frontiere terrestri. Il Ministero dell’Interno sostiene che le reti di traffico organizzato hanno diversificato le rotte e che i movimenti secondari dei richiedenti asilo all’interno di Schengen coinvolgono ora tutti gli stati confinanti. Nei primi otto mesi del 2026, la Germania ha registrato oltre 210.000 ingressi irregolari, superando già il totale del 2025. Per i viaggiatori d’affari, i lavoratori distaccati e i pendolari transfrontalieri, l’impatto immediato sarà l’obbligo di portare con sé passaporto o carta d’identità nazionale e di prevedere tempi aggiuntivi per i controlli a campione. Le aziende che inviano regolarmente personale in Germania via auto, pullman o treno dovrebbero aggiornare le proprie politiche di viaggio e preparare lettere tipo che attestino la finalità lavorativa del viaggio. I fornitori logistici avvertono di possibili ritardi nelle spedizioni di alto valore che seguono programmi just-in-time, in particolare lungo il traffico intenso del corridoio Reno-Ruhr – Benelux. Dogana tedesca (Zoll) e Polizia Federale prevedono di schierare squadre mobili di controllo, pronte a spostarsi rapidamente in base ai flussi di traffico. Il Ministero dell’Interno sottolinea che la misura è proporzionata e sarà riesaminata ogni due mesi. L’esperienza passata indica che i controlli diventano rapidamente più selettivi una volta definiti i profili di rischio, ma il segnale politico è chiaro: il governo di coalizione vuole dimostrare di stringere i controlli sia alle frontiere esterne sia ora anche a quelle *interne* di Schengen, per guadagnare tempo in vista di una riforma del sistema di asilo. Le imprese dovrebbero monitorare le valutazioni bimestrali della Commissione, poiché la prosecuzione o la cessazione anticipata dei controlli dipenderà da quei rapporti.