
Il comando regionale della Guardia di Frontiera della Slesia ha annunciato il 23 settembre di aver fermato 28 stranieri privi di documenti validi di soggiorno o lavoro durante un controllo durato tre giorni. L’operazione si è concentrata sui parchi industriali intorno a Bielsko-Biała, l’aeroporto di Katowice-Pyrzowice e i centri logistici che impiegano numerosi lavoratori a contratto a breve termine. Tra i fermati ci sono cittadini cinesi, brasiliani, colombiani e ucraini. Un brasiliano risultava in soggiorno irregolare da 326 giorni, mentre due colombiani sono stati trovati a lavorare senza permesso presso un subappaltatore del settore automobilistico. Gli agenti hanno anche intercettato un cittadino cinese in possesso di una carta di soggiorno ungherese non valida e un altro che ha dichiarato di aver perso il visto spagnolo. Tutti e 28 sono stati sottoposti a provvedimenti amministrativi di espulsione e divieti di ingresso da sei mesi a tre anni. Il caso evidenzia la linea più dura della Polonia sul rispetto delle norme da parte dei datori di lavoro, introdotta con la modifica della legge sull’impiego degli stranieri di aprile 2026, che ha aumentato le sanzioni per l’assunzione senza autorizzazione fino a 30.000 PLN per lavoratore. I ispettori del lavoro, che hanno accompagnato la Guardia di Frontiera, stanno ora esaminando i fascicoli del personale delle aziende coinvolte; potrebbero seguire multe o denunce penali. Per le multinazionali che si affidano a un’organizzazione just-in-time del personale, il messaggio è chiaro: conservare copie digitali di permessi di lavoro e titoli di soggiorno in loco, assicurarsi che anche i subappaltatori facciano lo stesso e verificare attentamente documenti spagnoli o ungheresi che potrebbero non garantire il diritto al lavoro in Polonia. Con la Slesia pronta ad accogliere nuovi investimenti in impianti per batterie, le autorità annunciano che i controlli a campione continueranno settimanalmente. I consulenti per l’immigrazione raccomandano ai datori di lavoro di passare alla nuova piattaforma elettronica MOS per le domande di permesso di soggiorno, per ottenere aggiornamenti in tempo reale e ridurre i rischi di soggiorni irregolari che possono causare disagi costosi come quelli emersi in questa operazione.
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