
I viaggiatori d'affari polacchi potrebbero presto trovarsi ad affrontare code più lunghe ai controlli passaporti in tutta Europa, dopo che Bruxelles ha autorizzato silenziosamente nove Paesi Schengen – Francia, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Grecia, Malta, Portogallo, Italia e Svizzera – a sospendere il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) in caso di malfunzionamenti tecnici che rallentano il flusso dei passeggeri. La decisione, riportata il 23 settembre dal principale quotidiano “Rzeczpospolita”, è una risposta diretta alle settimane di attese fino a cinque ore nei principali aeroporti, dove i chioschi biometrici EES hanno faticato a gestire i volumi estivi.
Sebbene la Polonia non sia inclusa nella lista delle deroghe, la misura interessa le aziende che fanno transitare il personale attraverso grandi hub europei. L’aeroporto di Cracovia-Balice, indicato da Ryanair tra quelli con le code EES peggiori, è stato citato nell’articolo come esempio di congestione a catena che può ripercuotersi anche in Polonia. Secondo le regole di emergenza, gli Stati interessati possono tornare al timbro manuale tradizionale per un massimo di sei mesi, mentre EU-LISA lavora per risolvere i problemi software. Compagnie aeree e gestori aeroportuali dovranno comunque registrare manualmente i dati di uscita e inserirli nei database nazionali, creando un processo ibrido che gli esperti avvertono potrebbe essere ancora più lento del sistema completamente automatizzato.
Per le aziende polacche, la principale conseguenza pratica è prevedere tempi di margine più ampi per i voli in coincidenza. I responsabili dei viaggi sono invitati a consigliare al personale di presentarsi negli hub UE almeno tre ore prima della partenza e di portare con sé la conferma di prenotazione stampata, per evitare di perdere le finestre minime di connessione. I team HR dovrebbero inoltre ricordare ai dipendenti provenienti da Paesi terzi che il timbro manuale conta comunque ai fini del limite Schengen di 90 giorni su 180; i soggiorni oltre il limite saranno visibili una volta che l’EES tornerà operativo.
Sul lungo termine, la Polizia di Frontiera polacca conferma che continuerà il pieno dispiegamento dell’EES all’aeroporto di Varsavia Chopin e negli altri scali, sottolineando che il sistema ha già impedito 6.500 ingressi irregolari quest’anno. Tuttavia, fonti interne ammettono che se gli hub vicini disattiveranno l’EES, la Polonia potrebbe registrare un aumento temporaneo dei flussi passeggeri in cerca di formalità più rapide – uno scenario che l’Ente per l’Aviazione Civile sta attualmente analizzando.
Sebbene la Polonia non sia inclusa nella lista delle deroghe, la misura interessa le aziende che fanno transitare il personale attraverso grandi hub europei. L’aeroporto di Cracovia-Balice, indicato da Ryanair tra quelli con le code EES peggiori, è stato citato nell’articolo come esempio di congestione a catena che può ripercuotersi anche in Polonia. Secondo le regole di emergenza, gli Stati interessati possono tornare al timbro manuale tradizionale per un massimo di sei mesi, mentre EU-LISA lavora per risolvere i problemi software. Compagnie aeree e gestori aeroportuali dovranno comunque registrare manualmente i dati di uscita e inserirli nei database nazionali, creando un processo ibrido che gli esperti avvertono potrebbe essere ancora più lento del sistema completamente automatizzato.
Per le aziende polacche, la principale conseguenza pratica è prevedere tempi di margine più ampi per i voli in coincidenza. I responsabili dei viaggi sono invitati a consigliare al personale di presentarsi negli hub UE almeno tre ore prima della partenza e di portare con sé la conferma di prenotazione stampata, per evitare di perdere le finestre minime di connessione. I team HR dovrebbero inoltre ricordare ai dipendenti provenienti da Paesi terzi che il timbro manuale conta comunque ai fini del limite Schengen di 90 giorni su 180; i soggiorni oltre il limite saranno visibili una volta che l’EES tornerà operativo.
Sul lungo termine, la Polizia di Frontiera polacca conferma che continuerà il pieno dispiegamento dell’EES all’aeroporto di Varsavia Chopin e negli altri scali, sottolineando che il sistema ha già impedito 6.500 ingressi irregolari quest’anno. Tuttavia, fonti interne ammettono che se gli hub vicini disattiveranno l’EES, la Polonia potrebbe registrare un aumento temporaneo dei flussi passeggeri in cerca di formalità più rapide – uno scenario che l’Ente per l’Aviazione Civile sta attualmente analizzando.
Fonte: Rzeczpospolita
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