
Il tribunale distrettuale di Radom, il 9 settembre, ha inflitto una multa sommaria di 25.000 PLN (circa 5.650 EUR) al presidente di un’azienda di trasporti regionale per aver assunto decine di cittadini extra-UE senza le necessarie autorizzazioni di lavoro. Il verdetto è stato reso pubblico dall’Unità della Guardia di Frontiera Nadwiślański il 22 settembre. Gli ispettori della Guardia di Frontiera hanno controllato i registri dell’azienda tra gennaio e aprile, esaminando i fascicoli di 131 autisti provenienti da Bielorussia, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia e Ucraina. Sono stati riscontrati 58 casi in cui i dipendenti lavoravano in condizioni non conformi ai termini dei loro permessi di lavoro, oppure in cui le copie dei contratti richiesti non erano mai state depositate presso l’ufficio del lavoro. La sentenza evidenzia l’inasprimento della posizione della Polonia sul rispetto delle norme da parte dei datori di lavoro, a seguito delle modifiche del 2026 alla Legge sull’Occupazione degli Stranieri, che hanno aumentato le multe massime a 50.000 PLN e introdotto attestazioni obbligatorie di conformità per gli operatori del trasporto. Le aziende che impiegano autisti di paesi terzi sono ora soggette a controlli a campione e a incroci di dati tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e il Sistema Elettronico di Pedaggio. I consulenti legali raccomandano ai team HR di effettuare audit trimestrali su permessi di lavoro, titoli di soggiorno e modelli contrattuali, soprattutto in vista del picco della stagione logistica natalizia. Le multinazionali con filiali in Polonia devono considerare che le violazioni possono compromettere i documenti portatili A1 e ostacolare il distacco dei lavoratori nell’UE, rischiando ritardi nei progetti transfrontalieri.
Fonte: Nadwiślański Border Guard