
La ministra spagnola per l’Inclusione, la Sicurezza Sociale e la Migrazione, Elma Saiz, è a New York questa settimana per presentare ai colleghi il modello madrileno di “responsabilità condivisa” sulla migrazione, in occasione della Settimana di Alto Livello delle Nazioni Unite. Secondo un comunicato ufficiale del 23 settembre, Saiz interverrà insieme all’Alto Commissario ONU per i Rifugiati e a alti funzionari dell’UE in un panel intitolato “Trasformare l’ONU: ripensare la pace, la protezione dei rifugiati e la responsabilità globale”. Il messaggio della ministra è duplice: innanzitutto, che percorsi legali gestiti, come i programmi pionieristici di migrazione circolare della Spagna con Marocco e Honduras, rappresentano un’alternativa concreta ai viaggi irregolari; in secondo luogo, che il settore privato deve essere coinvolto fin da subito per facilitare l’integrazione nel mercato del lavoro. A tal fine, Saiz incontrerà la Tent Partnership for Refugees e dirigenti delle Fortune 500 per discutere impegni di assunzione scalabili. Dietro questa diplomazia si cela l’urgenza spagnola di ottenere solidarietà europea, mentre aumentano gli arrivi via mare. Madrid chiede fondi aggiuntivi dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF) e per la gestione delle frontiere, e vuole che i prossimi bilanci UE riconoscano le pressioni specifiche su Ceuta, Melilla e Isole Canarie. Saiz dovrebbe fare pressing per l’erogazione rapida dei 114,7 milioni di euro del pacchetto emergenziale annunciato dalla Commissione Europea la scorsa settimana. Per i team di mobilità e risorse umane, i colloqui della ministra potrebbero anticipare l’ampliamento delle quote nell’ambito dell’Unità Grandi Imprese e Gruppi Strategici (UGE) spagnola, che gestisce trasferimenti intra-aziendali e permessi per nomadi digitali. I funzionari al seguito di Saiz hanno lasciato intendere che a dicembre, durante il vertice UE-CELAC a Madrid, potrebbero essere presentati nuovi progetti pilota bilaterali per la mobilità dei talenti. Gli analisti sottolineano che l’approccio proattivo della Spagna all’ONU rafforza la sua credibilità nelle prossime trattative sull’attuazione del Patto UE su Migrazione e Asilo, dove le regole sulla condivisione degli oneri influenzeranno direttamente l’ambiente operativo per datori di lavoro e investitori internazionali.
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