
Un CRJ-1000 di Iberia in avvicinamento a Melilla il 22 settembre è stato messo in holding dopo che la torre di controllo ha rilevato un drone non identificato che attraversava la sua traiettoria di discesa provenendo dal territorio marocchino, secondo quanto confermato dall’operatore aeroportuale spagnolo AENA il 24 settembre. Sebbene non siano stati cancellati voli, l’incidente ha scatenato note diplomatiche tra Madrid e Rabat. L’aeroporto di Melilla già affronta deviazioni dovute a bassa copertura nuvolosa; l’aggiunta di attività di droni transfrontalieri solleva nuove preoccupazioni sulla sicurezza. La Spagna ha chiesto alle autorità marocchine di limitare l’altitudine dei droni di sorveglianza vicino al confine, mentre la Guardia Civil ha intensificato le pattuglie e dispiegato propri droni per il monitoraggio della situazione. Per le compagnie che trasportano personale a Melilla o pianificano escursioni giornaliere nei parchi industriali vicini, è consigliabile prevedere margini di sicurezza fino all’implementazione di nuovi protocolli di deconfliction. Gli operatori charter devono assicurarsi di consultare i NOTAM relativi ai droni prima del volo. L’episodio evidenzia anche una tendenza più ampia: l’uso crescente di UAV da parte delle forze di sicurezza su entrambi i lati del confine. Gli assicuratori del settore aereo stanno monitorando attentamente e potrebbero rivedere i premi per le rotte verso gli enclavi nordafricani in caso di nuovi incidenti. Fonti del ministero dei Trasporti affermano che la Spagna spingerà per un corridoio aereo a rischio mediato dall’ICAO e potrebbe installare radar per il rilevamento dei droni a Melilla prima della prossima estate.
Fonte: RUSSPAIN
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